Quando ho parlato male del cinema italiano mi sono scordato di Ciprì e Maresco. In senso buono, cioè di autori tra i pochi che hanno coraggio. Sono finalmente riuscito a vedere un loro lungometraggio dopo tonnellate di Cinico Tv e altre cose televisive (Il Ritorno di Cagliostro), complice una pessima distribuzione dei loro lavori. Il film è stupendo, impostato come "Forgotten Silver" di Peter Jackson, con la Trinacria Cinematografica al posto di Colin McKenzie. Tod Browning, John Waters, Fellini (?), Lynch frullati, anzi rifritti alla palermitana. I luoghi comuni dissacrati (Santa Rosalia, I beati paoli), gustose prese per il sedere del mainsteam (Tornatore e Benigni). Disgustoso, noioso e poetico.
domenica 25 novembre 2007
Il ritorno di Cagliostro
Quando ho parlato male del cinema italiano mi sono scordato di Ciprì e Maresco. In senso buono, cioè di autori tra i pochi che hanno coraggio. Sono finalmente riuscito a vedere un loro lungometraggio dopo tonnellate di Cinico Tv e altre cose televisive (Il Ritorno di Cagliostro), complice una pessima distribuzione dei loro lavori. Il film è stupendo, impostato come "Forgotten Silver" di Peter Jackson, con la Trinacria Cinematografica al posto di Colin McKenzie. Tod Browning, John Waters, Fellini (?), Lynch frullati, anzi rifritti alla palermitana. I luoghi comuni dissacrati (Santa Rosalia, I beati paoli), gustose prese per il sedere del mainsteam (Tornatore e Benigni). Disgustoso, noioso e poetico.
venerdì 16 novembre 2007
Qualcosa di sinistra?
L'Onu ha votato la moratoria sulla pena di morte. Una cosa eccezionale, se si pensa che a promuoverla ci ha pensato in modo determinante...l'Italia! Incredibile eh? D'altro canto l'anno scorso grazie all'Italia è stata fermata la guerra tra Israele e Libano. Per cui, una volta tanto, parliamo bene di questo paese e, lo so è dura, di D'Alema (quello della Bicamerale, del governo con Cossiga, di Unipol, ecc.) (qui in una foto giovanile con il futuro ministro dell'Università Mussi)
mercoledì 14 novembre 2007
vizzini
Una delle cose simpatiche che hanno caratterizzato finora la mia vita in Sicilia è la scoperta che Carlo Vizzini è ancora in circolazione. Non solo, apparentemente è anche ancora parecchio influente. Io pensavo che ormai fosse stato consegnato alla storia insieme a ruderi della prima repubblica come Altissimo, Nicolazzi, Gaspari, ecc. (se non ricordo male Vizzini era stato ministro delle poste stabilendo record clamorosi di assunzioni). Tra le altre cose, Vizzini appare spesso sulle tv locali ad esempio in una trasmissione che segue le partite del Palermo dove svolge la funzione di esperto di calcio (e dove viene chiamato affettuosamente "il senatore"). Ad ogni modo, ho appena assistito a quella che credo sia una rubrica fissa su una rete locale che si chiama: "Il punto di Vizzini". Il senatore ha tentato di spiegare come un articolo della finanziaria attualmente in discussione in Senato rappresenti un duro colpo per il sud. Da quanto ho capito (la spiegazione non è stata esattamente chiara), c'è una norma che riduce una tassa sulle imprese (l'IRES) in maniera significativa ma, a quanto spiega il senatore, questo avviene in modo più sostanzioso per le imprese "più grandi e meno indebitate" che non per le imprese "più piccole e più indebitate". Quindi, sostiene Vizzini, dato che le seconde sono soprattutto nel sud, ecco un duro colpo al meridione da parte del governo. Ora, a parte i piagnistei della classe dirigente locale che incolpa stabilmente il governo nazionale delle disgrazie della Sicilia, giusto per continuare ad ottenere trasferimenti , questo argomento sulle tasse da chi in fin dei conti fa parte della liberista Forza Italia lascia un po' interdetti. Ammettendo che le cose stiano come dice Vizzini (ma da come si è incasinato mentre spiegava non sono nemmeno sicuro che abbia capito l'articolo), a me sembrerebbe normale premiare con un bonus fiscale le imprese più efficienti. Mi pare sia la terza volta in cui parlo delle assurdità di esponenti di Forza Italia in materia economica e, mi accorgo solo ora, si tratta di tre siciliani. Credo non ci sia bisogno di andare fino a Roma per scoprire chi sono i responsabili dei mali della Sicilia, basta accendere la tv.
l'informazione
Qualche sera fa la televisione ha offerto uno spettacolo particolare. Andavano in onda in contemporanea sulle principali reti (RAI 1 e Canale 5) due programmi di informazione condotti da autorevoli giornalisti (Vespa e il sopravvalutato Mentana), dedicati all'omicidio di Meredith, la studentessa inglese uccisa a Perugia. Questo è un caso in cui gli stessi inquirenti ci stanno capendo poco, ma ciò nonostante ben due trasmissioni sono state costruite sul fatto. Una cosa interessante che ho ascoltato è stato un parere di un giornalista inglese. Questo diceva che, in Inghilterra, in un caso del genere ai giornalisti viene proibito di scrivere alcunché, fino a che non c'è qualcosa di certo da riportare. Invece qui da noi questi fatti di cronaca nera diventano dei casi nazionali anche se di accertato c'è poco o nulla. Questo senza la minima preoccupazione nei riguardi di chi viene sbattuto in prima pagina ("sbatti il mostro in prima pagina" sembra non sia servito a niente), nel paese dei garantisti peraltro (en passant: niente male lo spessore del padre di Sollecito che, prima ancora di andare a Perugia dichiara: "Mio figlio è innocente!" A quando un padre che, in una situazione del genere dichiara: "Spero che mio figlio sia innocente, se non lo fosse è giusto che paghi, ho comunque fiducia negli inquirenti"?). Comunque, questa storia mi fa pensare alcune cose: da un lato, come detto abbondantemente da tanti, in Italia è in corso da tempo una sistematica operazione di occultamento delle questioni importanti e della loro sostituzione con la cronaca nera. Dall'altro che una legge come quella inglese da noi non passerebbe mai, o il fatto che non ci sia è una prova della potenza della lobby dei giornalisti, ennesima casta. D'altro canto, la fine è nota: Amanda Knox all'Isola dei Famosi, Patrick Lumumba nell'orchestrina di Buona Domenica e Raffaele Sollecito da Vespa a spiegare come si fa a rollare una canna!
Colombo ministro della giustizia subito!
Domenica ho visto Gherardo Colombo dalla Annunziata. Ora, in un sistema nel quale viene allocato al ministero della giustizia Mastella e non uno come Gherardo Colombo è un sistema in cui evidentemente c'è qualcosa che non va. Colombo è stato protagonista della stagione di Mani Pulite che, a distanza di anni, non solo non è servita a niente, ma anzi viene ricordata come la stagione del "giustizialismo", in sostanza un periodo in cui un tot di giudici hanno pensato bene di cercare di ingabbiare un po' di politici. Così, tanto per passare un po' il tempo e guadagnare un po' di notorietà. Gherardo Colombo è invece una persona con un profondo senso dello stato e delle istituzioni che, ad esempio, ha ben chiaro qual'è IL problema dell'Italia quando dice: "Quando viene fatta giustizia emettendo una sentenza dopo 15 anni vuol dire non fare giustizia". Inoltre, commentando l'uscita di Berlusconi sui giudici e Dell'Utri di cui parlo sotto, ha detto: "uno che pensa una cosa del genere ha una visione della democrazia diversa da quella che sta nella Costituzione". Grande! Ha dato di fatto del fascista a Berlusconi, dicendo in modo garbato ciò che dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti: che a uno come Berlusconi manca l'abc della democrazia, come la separazione dei poteri (io ho sempre pensato che Berlusconi sia un fascista "naturale", cioé uno per il quale non serve nemmeno scomodare Mussolini). Ad ogni modo, uno come Colombo in questo paese passa per un estremista, come Borrelli, come la Bocassini e, oggi, magari come la Forleo e De Magistris.
Forza Italia!
Per un puro caso ho assistito a parte di una live performance di Berluskony (che scritto così magari lo fa sentire un po' Sarkozy) grazie a SkyTg24 che ha dato in diretta una parte del suo intervento a Montecatini al meeting dei circoli (mi pare) della libertà capitanati da Marcello Dell'Utri. Ho assistito piuttosto allibito ad un ex primo ministro che intratteneva un pubblico osannante mescolando nello stesso discorso aneddoti giovanili, sua madre, e slogan triti tipo l'italia-che-lavora-contro-l'italia-che-chiacchiera o l'Italia-dell'amore-contro-l'Italia-dell'odio (copyright che pensavo appartenesse a Cicciolina). Il tutto per raggiungere un climax oratorio cingendo dell'Utri e dicendo, più o meno testuale: "ma insomma, quest'uomo che ancora oggi suscita entusiasmo tra tanti giovani, sì, avrà anche avuto frequentazioni con dei mafiosi, ma come si fa a condannare uno per le sue frequentazioni? La pena dovrebbe recuperare un uomo alla società, ma chi è da recuperare non è quest'uomo ma i giudici che lo hanno punito". Standing ovation. Ora, è bene ricordare che Dell'Utri è un pregiudicato (ha una condanna passata in giudicato per false fatture, una condanna in secondo grado per tentata estorsione e un primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa) e un ex Presidente del consiglio che fa una scena del genere dovrebbe suscitare uno scandalo inaudito. Naturalmente niente di tutto è successo, per lo stato di morte apparente in cui versa l'informazione in Italia.
Catanzaro
Esami universitari falsificati
funzionario arrestato a Catanzaro
CATANZARO - In cambio di denaro falsificava i libretti universitari facendo risultare come superati esami che in realtà non erano mai stati sostenuti. Francesco Marcello, funzionario dell'Università, 49 anni, è stato arrestato dai carabinieri con le accuse di corruzione e falso ideologico e materiale.
Secondo gli inquirenti, Marcello ha consentito a un certo numero di studenti di conseguire la laurea in Giurisprudenza, facoltà presso la quale è responsabile della segreteria didattica.
All'arresto del funzionario si è arrivati nell'ambito di un'inchiesta condotta dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Salvatore Curcio, che ha chiesto al gip l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare. Marcello è stato posto agli arresti domiciliari.
(Repubblica, 14 novembre 2007)
domenica 4 novembre 2007
risolto il mistero del cinema italiano
Di recente Quentin Tarantino ha detto sostanzialmente che il cinema italiano fa schifo. In molti se la sono presa, anche se l'opinione per quanto mi riguarda è ampiamente condivisibile. Io i film italiano li evito il più possibile. L'ultima cosa che ho visto un po' per caso è un film di Ozpetek (di cui non ricordo il titolo) in cui una manager spietata ha una crisi di coscienza e si mette ad aiutare i poveri. Una cosa imbarazzante. Gli unici film carini che ricordo negli ultimi anni sono "Pane e tulipani" e "La lingua del santo", mentre ritengo dei piccoli capolavori "Peggio di così si muore" (con i Broncovitz di Crozza & co) e "Zora la vampira" dei Manetti Bros. Per il resto ricordo strazi a base di Castellitto. Il cinema italiano è in stato comatoso perenne essendo del tutto sparita soprattutto la capacità e la voglia di osare. Mentre in Europa sono usciti "L'Odio" in Francia, "Il Cameraman e l'assassino" in Belgio, e vari Almodovar in Spagna, in Italia nulla. L'unica cosa un po' audace che ricordo è stata "Almost Blue" di Infascelli, tratto dal libro di Lucarelli, che era piuttosto ridicolo. Ad ogni modo, oggi ho letto sul Venerdì che forse il motivo della crisi non è così misterioso. Tutto si può probabilmente spiegare con l'ostracismo nei confronti di Luca Barbareschi che, secondo lui, è il "migliore attore italiano" (testuale), ma nessuno lo chiama. Ecco dunque la spiegazione! La lobby veltronian-sinistrosa continua a fare lavorare la Buy, Rubini e compagnia e mette all'uscio un grande attore. Che è peraltro un fine intellettuale, a cui di recente ho sentito ad esempio dire in tv che il duce alla fine non faceva così schifo, e nemmeno Franco in fondo, per concludere insultando il suo interlocutore (Mario Adinolfi) per il suo aspetto fisico. Quindi, il mistero è risolto, grazie all'intervento provvidenziale del commissario Soneri-Barbareschi, interprete della prestigiosa fiction "Nebbie e delitti", vetta di una carriera che lo aveva visto addirittura apparire in "Cannibal Holocaust" (il che potrebbe farlo ben figurare agli occhi di Tarantino che quindi sarebbe di certo d'accordo con me!)
domenica 21 ottobre 2007
Mancini
L'Inter è stata penalizzata perché alcuni suoi tifosi hanno mostrato striscioni del tipo: "ciao colerosi" durante Inter-Napoli. La curva nord rimarrà vuota per un turno, poiché quegli striscioni sono stati giudicati razzisti. Mancini è riuscito a criticare la cosa dicendo che si trattava solo di sfottò, l'Inter ha addirittura fatto ricorso. Ieri sera, l'ottimo Varriale dopo Reggina-Inter ha fatto una domanda a Mancini sulla questione, dopo che molti l'avevano criticato, e Mancini si è incavolato di brutto accusando i giornalisti di strumentalizzare, che lui ha solo espresso un'opinione ecc. Non è purtroppo la prima volta che all'Inter calano le braghe davanti ai tifosi, malgrado un motorino volato dalla curva e un lancio di petardi nel derby che è costato mi pare 4 turni di squalifica al campo. Io in curva dell'Inter ci sono stato per circa 4 anni, dai 15 ai 19 anni (ultimo anno: scudetto 1989-90) e qualche idea me la sono fatta. Penso che da un lato Mancini abbia ragione quando dice che quelli non sono insulti razzisti. Cioé: lo scopo dell'Ultras è quello di insultare nel modo che ritiene più efficace la tifoseria avversaria. Se la tifoseria avversaria è "sensibile" a questioni "razziali" (tipo nord-sud) allora l'ultras urla "terroni", "lavatevi", ecc. In altri casi si usano altri argomenti: con gli juventini si inneggia all'Heysel, con i bolognesi al 2 agosto, con i bergamaschi "andate in cantiere", ecc. In questo senso, se si ritiene che l'ultras sia in grado di elaborare un idea di razzismo, in realtà se ne sopravvalutano le capacità intellettive. Il suo scopo è molto più modestamente quello di fare incazzare la tifoseria avversaria (in particolare quella con cui ci sono forti rivalità). Questo non toglie minimamente ragioni alla sanzione comminata all'Inter. Era ora. E' anche una cavolata l'argomentazione: "ma sono solo 5 imbecilli, così si colpiscono 5000 persone". Se infatti passasse una norma per la quale, in questi casi, l'unica azione possibile fosse contro i singoli, la forza disincentivante della norma sarebbe molto debole: chi volesse agire sa che la probabilità di essere individuato è molto bassa. Invece colpire nel mucchio è molto più efficace: quantomeno perché mette potenzialmente contro questi singoli i compari della curva. Dal punto di vista del singolo, è molto più disincentivante l'idea che: se causo una squalifica della curva, rischio che gli altri ultras mi rompano il culo (uso un linguaggio consono alla situazione). A farci caso è un po' come funziona la mafia, ma mi pare che altri abbiano già notato che nelle curve opera di fatto un insieme di norme similmafiose. In sostanza, per evitare che tutte queste assurdità continuino ad accadere (dagli striscioni insultanti ai morti, perché è qui che si arriva), basterebbe una cosa: sciogliere in modo coatto i gruppi ultras. Questi gruppi portano la violenza fino a partire dai propri nomi: brigate, commando (c'era addirittura "settembre bianconero"!), praticano di fatto l'estorsione nei confronti della società, al loro interno prevale una logica mafiosa. Andare allo stadio dovrebbe ridiventare un fatto essenzialmente personale: ci vado con gli amici/con la famiglia/con la fidanzata, non ci vado perché ci va il gruppo. Andare allo stadio dovrebbe ridiventare una tra le possibili opzioni su come passare un pomeriggio o una serata, e non una tappa in una specie di guerra civile strisciante fatta di infami, di gemellati, di conigli, di lamate, di vendette, ecc. Io in curva ci sono andato per 4 anni e mi ci sono divertito molto (mai dato mazzate, rischiato di prenderle sì), ma credo che la mia vita non avrebbe subito dei contraccolpi particolari se avessi rinunciato a quell'esperienza. In altre parole, se il prezzo da pagare è che qualcuno perderà qualche occasione di divertimento, i benefici saranno molto più sostanziosi.
sabato 20 ottobre 2007
MUSTella II
Prendo il giornale stamattina e trovo a tutta pagina la notizia che Mastella è indagato e quindi bisogna andare a votare (secondo lui). La logica mi sfugge. Ad esempio, il suo odiato collega Di Pietro, quando era ministro ed era indagato fece una cosa molto semplice (e a quanto mi risulta unica): si dimise, risolse i suoi problemi in tribunale e poi rientrò in politica. Questo tanto per dimostrare che non è difficile immaginarsi conseguenze diverse da quelle prospettate da Mastella rispetto all'indagine di un magistrato su un ministro. E' anche vero che tentare di fare un ragionamento qualsiasi di fronte a personaggi simili è tempo perso. La cosa che, almeno personalmente, non mi è del tutto chiara è: ma Mastella cosa ha di particolare? Cioé, per altri politici non è così difficile individuare delle peculiarità e ad esempio i loro gruppi (o lobby) di riferimento (chessò, i fascisti per Storace, gli evasori fiscali per Berluscony, i pensionati per Diliberto, le Coop per Fassino, i divorziati per Casini, ecc.). Cosa lo distingue da altri? Tempo fa gli ho sentito rivendicare in una trasmissione che lui è contrario al referendum (a proposito: ecco forse perché vuole andare a votare al più presto!) perché, in fondo, i partitini hanno assicurato la governabilità nel passato. C'era Massimo Giannini di Repubblica che gli ha chiesto: ma quale governabilità? L'Italia nel dopoguerra ha avuto circa 40 governi in 40 anni (altro esempio di tempo perso a fare un ragionamento semplice semplice con Clemente). Quindi teniamocelo, why not?
domenica 14 ottobre 2007
Per Dinci
Alla fine sono andato a votare alle primarie. Ci sono state diverse cose che mi avevano fatto passare la voglia: la mancanza di un faccia a faccia tra tutti i candidati, la procedura di voto con di fatto le liste bloccate, l'ideona di votare anche per i rappresentanti locali che ha creato scannamenti vari in diverse parti d'Italia, la mancanza di vero entusiasmo per i diversi candidati. Alla fine ha prevalso un ragionamento che mi sono trovato a fare spesso: anche se dal punto di vista personale il voto non mi dà molto, può in qualche modo servire a qualcun altro. Comunque, anche se in modo zoppicante, con questa occasione diverse persone si sono messe a fare politica, e questo è positivo. Il tempo dirà se un po' di novità riuscirà ad arrivare ai vertici. Ad ogni modo, i dubbi di avere fatto o meno una cosa giusta sono scomparsi mentre mi trovavo in coda al seggio. Insieme a me c'erano un ragazzo di colore e un signore di origine indiana o pachistana. Quella sensazione di "inclusione" da sola è bastata. Come direbbe Gianni Mura, altre considerazioni. D'altro canto cosa viene offerto a sinistra? Oggi ho comprato il Manifesto dopo parecchio. L'editoriale di Gabriele Polo sul PD mi ha messo sinceramente tristezza: "l'atto di crescita di un potentato... stabilizza il berlusconismo...trasformismo.." Insomma sembra scritto da un leghista, manca solo "Roma ladrona". Quelli che sono fuoriusciti dai DS non mi sembra abbiano ancora battuto un colpo (a parte quella geniale manifestazione in cui c'era una piazza che era contro Bush e contro il governo e una che era contro Bush ma non contro il governo). Più in là ci sono due partiti comunisti la cui divisione ora è senza senso (si erano divisi tra quelli che volevano essere comunisti ma al governo e quelli che volevano essere comunisti ma fuori dal governo). Si uniranno? Quando e in nome di cosa? L'unico indizio a mia conoscenza sono le parole di Giordano all'indomani dell'uscita di Mussi & Co: "insieme in una forza antiliberista e antimilitarista" (o anti qualcos'altro che non mi ricordo). Un po' pochino.
sabato 13 ottobre 2007
storace
Nei giorni scorsi l'On Storace ha difeso alcuni suoi simpatizzanti che avevo sostenuto la necessità di fornire a Rita Levi Montalcini delle stampelle per aiutarla a svolgere il suo lavoro di senatrice. "So' ragazzi" è stato il commento. Se ci fosse bisogno di dimostrare per l'ennesima volta che in Italia le cose funzionano alla rovescia, basterebbe citare questo caso: un premio Nobel viene insultato da un personaggio che tra le sue performance recenti può annoverare l'avere distrutto i bilanci della regione Lazio da governatore, l'essersi fatto trombare al giro successivo da Marrazzo per essere però, giustamente, ricompensato della trombatura con un posto da ministro dalla S. Berlusconi Inc. (e oggi accusa addirittura Napolitano di non poter dare lezioni di etica!), avere collezionato accuse (vedi Laziogate) tali da rendere quantomeno coraggioso il suo portare la faccia in giro. La cosa paradossale è che probabilmente molti italiani sono d'accordo con lui (e probabilmente anche con Calderoli che in Senato è riuscito a urlare ai senatori a vita, compresa la Montalcini, "andate a lavorare!" (sic)). Soffermatevi su questo: in questo paese può succedere che un Calderoli (quello della maglietta anti Islam) urli a un premio Nobel di andare a lavorare. Ma che paese è?
giovedì 11 ottobre 2007
Micci...CHE?
Gianfranco Micciché (presidente ARS) è riuscito a dire che è stato un errore dare il nome "Falcone e Borsellino" all'aeroporto di Palermo perché uno appena arriva in Sicilia pensa subito alla mafia, e questo non va bene per l'immagine dell'isola. A parte i facili commenti, va notato che questo ragionamento è simile a quello fatto a suo tempo da Silvio H. Berlusconi, non a caso capo del partito di Micciché, quando se la prese con sceneggiati tipo "La Piovra" perché, cribbio, i mafiosi sono quattro gatti e con certe trasmissioni si infanga l'immagine dell'Italia tutta. Ora, in un paese normale uno come Micciché non avrebbe probabilmente nemmeno iniziato una carriera politica ma, se proprio bisognava fargliela fare, la carriera l'avrebbe dovuta avere distrutta dopo che essersi fatto beccare a farsi consegnare la coca al ministero quando era sottosegretario (non mi ricordo di cosa, ma penso che non se lo ricordi nemmeno lui).
Beirut - Gulag Orkestar
mercoledì 3 ottobre 2007
un pallottoliere all'Onorevole please
L'On. Prestigiacomo, ospite ieri serà a Ballarò ha regalato la seguente chicca. Si parlava di sgravi alle imprese sull'Irap e un esponente di Confindustria stava spiegando che la cosa gli sembrava positiva ecc. La Presti (che, letto quest'estate, asserisce di non avere mai avuto amici di sinistra in gioventù..) lo ha interrotto dicendo che questi sgravi nel caso favorirebbero le grandi imprese e non le piccole. Il confindustriale ha risposto secco che questo non è vero, essendo l'Irap calcolata sul numero di dipendenti, quindi con un dipendente si paga tot mentre con 100 dipendenti..e la Presti ha ribadito: "Ecco appunto, ci guadagnano di più le grandi imprese!" Ora, se ad esempio l'Irap è 10 Euro per lavoratore, un'impresa con un lavoratore paga 10 e un'impresa con 100 lavoratori paga 1000. Ma l'incidenza è, in proporzione, la stessa sia per la piccola che per la grande impresa. Forse l'On Prestigiacomo pensa che l'India sia più ricca dell'Italia perchè ha un PIL più grande (nel 2006: $4.164 trillion vs $1.756 trillion, da cia.gov). Onorevole, insegno Economia a Palermo al primo anno, se passa da queste parti in aula c'è posto (porti magari anche il suo collega Schifani).
martedì 18 settembre 2007
Sonic Youth
lunedì 27 agosto 2007
ciclismo urbano
Baldini
Nella pattumiera che complessivamente è diventato il calcio italiano, in una città che ha avuto il campo squalificato per 7 mesi dopo la morte di un poliziotto durante una partita, l'allenatore ha pensato bene di tirare un calcio nel sedere al collega alla prima gara di campionato. E' riuscito pure a non chiedergli scusa nemmeno il giorno dopo, a mente teoricamente fredda ma evidentemente sempre a cervello al minimo (o forse al massimo, si vede che di più non ce la fa). C'è chi (Mazzone, ma la cosa incredibile è che vadano a chiedere un parere ad una cariatide come lui) dice pure che: "siamo uomini e si può sbagliare". Giganteggia Pippo Baudo che, giustamente, auspica che il Baldini si levi di torno.
lunedì 20 agosto 2007
www.agosud.com
Cronaca di una bella sola presa a Marzamemi (SR) con l'affitto di un appartamento della Agosud. Nella foto si vede l'appartamento che abbiamo affittato, così come si vede nel sito dei gestori. Bello vero? All'atto della prenotazione telefonica, chiedo esplicitamente in merito alla silenziosità della casetta. Il Dott. P?#*o (dato che una laurea non si nega a nessuno) mi dice, quasi testualmente: "Nella zona ci sono dei pub, ma solo nel fine settimana c'è confusione." Benissimo. Alla presa in consegna della casa, verso il saldo di 600 Euro, che si sommano ai 250 di acconto (per 10 giorni), senza che venga rilasciata alcun tipo di ricevuta. Alla sera notiamo che, innanzitutto, i pub hanno i tavolini a circa tre metri dalla porta di ingresso (che è al livello della strada). In più: il ventilatore (unica fonte di refrigerio) è rotto e viene a mancare l'acqua. Inoltre, essendo in corso un festival cinematografico nella piazza a m.2 dall'ingresso, c'èSCHIFani
sabato 18 agosto 2007
Mimmo Mele
martedì 14 agosto 2007
senza Zucchero, grazie
Tra i misteri d'Italia, uno dei più incomprensibili è il successo di Zucchero. Inizia la carriera scimmiottando, anche nelle movenze, un personaggio già obsoleto da decenni, Joe Cocker. Riesce poi misteriosamente a diventare, nella considerazione di molti, il depositario dello spirito del blues in Italia. Ma soprattutto, basa spesso il suo successo sulla "libera reinterpretazione" di brani altrui. Ad esempio, il pezzo che sta girando ora in Italia (mi pare si chiami "Un kilo") è copiato spudoratamente da "Seed 2.0" dei Roots, cosa che non dovrebbe sfuggire a chi lo ascolta dato che il pezzo era piuttosto in voga nell'estate del 2003. Eppure nessuno che lo faccia notare, dai deejay alla stampa. Qualche anno fa, a Striscia la notizia, si erano occupati della cosa facendo ascoltare a Zucchero una registrazione di un brano da cui lui apparentemente aveva "attinto" (ricordo anche che Skin degli Skunk Anansie riconobbe facilmente nell'attacco di un pezzo di Sugar un suo brano). Il povero Staffelli allora ricevette una serie di insulti di sapore mafioso (tipo: "io non ti faccio più lavorare"), oltre che espressioni garbate tipo: "mettiamo che tua moglie si in*$li un negro...", il che peraltro la dice lunga, oltre che sullo spessore umano dell'artista, sulla considerazione del bluesman per le persone di colore che, tra le altre cose, hanno inventato il blues e il jazz, generi che lo dovrebbero ispirare. Anche allora, dopo che diverse migliaia di persone videro tutto ciò in tv, nulla. La fama di Zucchero non ne uscì minimamente scalfita (miracoli della stampa, della potenza delle case discografiche e della nostrana insipienza). Nella foto: Zucchero mentre interpreta la vera anima del blues al Cala di Volpe a Porto Cervo (prezzo della serata: 1000 Euro).
Callisto - Torsten Krol
martedì 24 luglio 2007
Preghierina del passeggero
Santo protettore dei passeggeri, ti prego, fai fallire l'Alitalia. Mi hanno perso il bagaglio nelle ultime due volte in cui ho volato con loro, sempre sulla tratta Roma-Palermo, due su due, il 100%.La prima volta sono dovuto andare a mie spese a Fiumicino a recuperarlo (cosa che avrebbero potuto fare loro tranquillamente). Ora sono alla vigilia delle vacanze e devo partire, oltre che senza quello che era in valigia, con la seccatura di dovere seguire a distanza la faccenda.
Ti prego, fai che tutti quelli che "lavorano" in questo modo, sicuri di non essere licenziati dato che in questo caso è praticamente impossibile accertare le responsabilità, figuriamoci sanzionarle, rimangano a spasso e siano costretti a trovarsi un bel lavoro di quelli moderni, senza tutele, senza malattia, senza ferie pagate, e senza tutti quei privilegi di cui hanno sempre goduto. Fai, insomma, un po' di giustizia. Grazie.
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