mercoledì 5 novembre 2008
sabato 25 ottobre 2008
pop's not dead
Sarà un caso, ma di recente ho ascoltato una sequenza di belle canzoncine pop come non ne sentivo da tempo..le elenco qui: Cansei de Ser Sexy, Wombats, Fuck Dress (di cui si riesce a incorporare il video da YouTube), Beck (Gamma Ray) e Kaiser Chiefs (Never Miss a Beat) (di cui la loro simpatica casa discografica non dà il permesso..e poi dicono di non scaricare musica)
speriamo che non piove
"Speriamo che non piove": questa è la battuta esilarante di Berlusconi sulla manifestazione di oggi del PD. Il congiuntivo, naturalmente, è un optional. L'intento dell'azione di questi tempi del governo su scuola e università (istituzioni con mille problemi, è chiaro) è evidente: evitare che gli italiani si istruiscano troppo. Non si sa mai, potrebbero iniziare a scandalizzarsi se il loro premier non sa i congiuntivi (oltre che l'inglese, vedi il video)
domenica 7 settembre 2008
Emma Marcegaglia
Premio assegnato per avere dichiarato, dopo avere partecipato all'operazione Alitalia che prevede la sospensione della normativa antitrust: "la stella polare di Confindustria rimane assolutamente a favore della concorrenza e delle liberalizzazioni" (Repubblica, 7 settembre 2008). Che sia il caso di regalarle un telescopio nuovo?
sabato 6 settembre 2008
giovedì 4 settembre 2008
Life on other planets is difficult
Vedendo il video di presentazione di Chrome, il browser di Google, mi è venuto il dubbio se l'Italia sia sullo stesso pianeta degli Stati Uniti. Nel video si vedono i tecnici di Google che spiegano le caratteristiche del nuovo prodotto che, a occhio, potrebbe sbaragliare il campo. A parlare sono dei giovani, uno yankee, un indiano, un cinese, una donna, ecc, che descrivono gli ingredienti fondamentali del loro prodotto, le IDEE. Concludono spiegando la filosofia dell'Open Source, abbracciata nella costruzione di Chrome.
Nel frattempo qui l'operazione imrenditoriale del momento è Alitalia, che con una manovra degna dei peggiori governi democristiani viene "salvata" dai soliti attempati imprenditori (Colaninno padre) e/o manager (Passera) legati a doppio e triplo filo alla politica, in un tripudio di conflitti di interessi (Marcegaglia e Colaninno figlio). Nei tempi morti invece continuiamo a fare campagne indegne contro gli stranieri, mettendo di fatto nel calderone trafficanti di uomini, dottorandi e tecnici di altri paesi, che ovviamente ci pensano due o tre volte prima di venire in Italia, spesso decidendo di non venirci affatto. Infine, nel tempo rimasto, facciamo riformare scuola, università (dove si dovrebbero produrre le IDEE) e pubblica amministrazione a un avvocato di Brescia che ha passato l'esame di stato a Reggio Calabria o a un professore universitario che dice in giro di avere avuto chances per vincere il Nobel, ma non ha una pubblicazione su una rivista decente (provate a scrivere "Renato Brunetta" in scholar.google.com, Google, appunto).
sabato 28 giugno 2008
avvocati
Innanzitutto la relazione va interpretata come correlazione, ma rimane il fatto che, almeno per me, non è così ovvio che dove ci sono molti avvocati il paese debba essere anche poco sviluppato. Secondo me questo è un chiaro sintomo di come gli incentivi in Italia non sono allineati in modo da condurre alla crescita economica. Per farla breve, il fatto di avere tanti avvocati implica che abbiamo meno ingegneri, informatici, matematici, di quanti ne avremmo potuto avere. La professione dell'avvocato essenzialmente opera in senso redistributivo rispetto alle risorse esistenti, drenandole risorse verso la propria categoria o verso quelle per cui prestano servizi, piuttosto che contribuire ad aumentare la dimensione della torta. Al contrario, ingegneri, informatici, matematici, ecc. sono professioni maggiormente associabili al progresso tecnologico, motore della crescita della torta. Ciò probabilmente contribuisce a far sì che l'Italia sia ormai in fondo alla UE.
In Italia, dunque, apparentemente gli incentivi a diventare avvocato sono molto forti. Perchè? I motivi non sono forse molto misteriosi (al di là della rilevanza di fattori culturali tipo "avere il figlio avvocato"): i) la professione ha forti barriere all'entrata, a partire dall'esame di stato. I recenti tentativi di introdurre più concorrenza (abolizione delle tariffe minime, possibilità di farsi pubblicità) hanno incontrato resistenze fortissime. Questo rende attraente il settore, per coloro che riescono a entrare. ii) Il sistema legale, attualmente, è pesantemente sbilanciato a favore degli avvocati. La durata abnorme dei processi o la possibilità di ricorrere in Cassazione per un numero elevato di casi, garantisce loro impieghi di lunga durata. iii) il capitale umano, diciamo "tecnico-scientifico" non è ben remunerato; iv) le scuole superiori preparano male, soprattutto nelle materie matematico-scientifiche, il che rende poco attraente intraprendere certi tipi di studi universitari (lo dico da persona che insegna economia a Giurisprudenza e che ha a che fare quotidianamente con casi di fobia da matematica e affini).
Il punto è dunque se ci si possa attendere, in particolare dal governo attuale, una inversione di tendenza. Noi viviamo la situazione paradossale, citata sopra, in cui agli avvocati spetta un ruolo cruciale nelle questioni politiche, dando loro un grande palcoscenico. Questo contribuisce a favorire un circolo vizioso in cui, siccome ci si occupa delle faccende personali del Premier, si tolgono tempo, energie, spazi nei notiziari, alle questioni veramente importanti, come lo stato della ricerca, dell'innovazione, di tutto ciò che veramente servirebbe a risollevare le condizioni del paese. Il fatto che, in aggiunta, la categoria professionale degli avvocati sia tra quelle più rappresentate in Parlamento, sia a destra che a sinistra, rende la cosa ancor meno probabile.
giovedì 5 giugno 2008
Fuori gli italiani dall'Italia!

"Marocchina stuprata a Milano. Arrestato un trentenne italiano" (Repubblica)
"San Raffaele, arrestati due medici per truffa" (Corriere)
"La criminalità organizzata è responsabile di molti traffici compreso quello dei rifiuti tossici - afferma il capo dello Stato - e questi rifiuti insalubri in gran parte sono arrivati dal nord" (Repubblica)
"Basta! Non se ne può più! Sono dappertutto! Non siamo più sicuri!" Queste le frasi ricorrenti in Italia. Il paese si è improvvisamente scoperto vittima di una invasione, avvenuta in modo strisciante attraverso i secoli. C'è pieno di italiani! Un popolo barbaro, superstizioso, refrattario al cambiamento e al progresso tecnologico (meno della metà degli italiani sa usare internet). Un popolo che, ad esempio annovera tra i suoi modi di dire: "fidarsi è bene. Non fidarsi è meglio" oppure "mogli e buoi dei paesi tuoi", che ben sintetizzano il comune sentire. Un popolo che, malgrado le nefandezze di cui è capace, vedi i titoli di giornale sopra, va orgoglioso della propria cultura, che nei discorsi sull'economia del paese viene a volte indicata come "italianità". Ad ogni modo, il nuovo governo ha subito preso provvedimenti, e presto si troveranno le risorse per costruire le carceri pronte ad accogliere 50 milioni di persone.
domenica 20 aprile 2008
no, we can't
Il centrodestra ha vinto le elezioni. Era prevedibile, l'unico dubbio (e/o speranza) era che ne uscisse con una maggioranza ridotta al Senato. Non è successo. Ne sono seguite, e sono ancora in corso, discussioni sui motivi della vittoria e, soprattutto, della sua ampiezza. Prendendo spunto da alcuni episodi dell'ultima puntata di Annozero, provo a buttare giù qualche considerazione. L'episodio è stato da un lato Fuksas che diceva che in fondo gli italiani sono un popolo di ignoranti, e Di Pietro che ricordava la faccenda dell'assetto illegale delle telecomunicazioni in Italia, recentemente certificato dalla UE. Dopo questi spunti, la parte che rappresentava la destra (il giornalista Facci) ha detto: "Ma alla gente non importa nulla di Rete4, c'è il problema della sicurezza, degli immigrati, ecc.". Questa, che sicuramente è un'affermazione che contiene molta verità, presuppone però l'indipendenza delle "istanze" dei cittadini dall'assetto del sistema informativo italiano. Già in trasmissione Di Pietro gli ha risposto in questo senso. Vorrei provare ad articolare meglio questo punto, partendo proprio dai due temi che, apparentemente, hanno portato molti voti al centrodestra, in particolare alla Lega.Siamo minoranza, abituiamoci a non farcene una ragione.
domenica 13 aprile 2008
ho votato
Ho votato. Ho votato PD alla Camera, al Senato, e alla Regione. Provo a spiegare il perché.venerdì 11 aprile 2008
giovedì 3 aprile 2008
Bari, esami venduti all'università. Sei arresti, c'è anche un professore
Le misure restrittive riguardano un docente ordinario di matematica per l'economia dimessosi dopo l'avvio dell'inchiesta, un suo assistente, il capo segreteria di un dipartimento, un funzionario a riposo e due addetti alle aule. A tutti vengono contestati reati quali l'associazione per delinquere finalizzata alla concussione, corruzione, falso, rivelazione del segreto d'ufficio.
I carabinieri hanno scoperto che per la vendita degli esami c'era un vero e proprio tariffario. Si passava dai 700 euro per quelli più facili, a più di 3.000 per quelli difficili. Le vittime erano studenti italiani fuori sede e greci, cioè coloro che incontravano maggiori difficoltà nel sostenere le prove.
L'esame di matematica, tanto per fare un esempio, si passava con un trucco. Bisognava frequentare un ciclo di lezioni private a pagamento nell'istituto
Mediterraneo delle Scienze, presieduto dall'assistente del docente. Si pagavano 3.500 euro e il gioco era fatto. Inoltre, agli studenti venivano fornite tesi di laurea già fatte, sottratte dagli archivi della facoltà di Economia. Le tesi venivano scannerizzate, veniva rifatta la copertina ed erano pronte per l'uso.
Dall'inchiesta emerge che uno studente ha sborsato 15 mila euro per superare una serie di esami anche perché - ha spiegato lui stesso ai militari - "chi accettava di pagare la prima volta cadeva nella spirale del malaffare e doveva pagare sempre, fino a quando decideva l'organizzazione".
giovedì 27 marzo 2008
ESAMI COMPRATI ALLA SAPIENZA: 27 RINVII A GIUDIZIO
Ventisette rinvii a giudizio, due assoluzioni e sei proscioglimenti. Si e' conclusa cosi' l'inchiesta della procura di Roma sulla presunta compravendita di esami alla Sapienza alla facolta' di giurisprudenza tra il 2002 e il 2003. Lo ha deciso il gup Barbara Callari pronunciandosi sulla richiesta di rinvio a giudizio del pm Vincenzo Barba, secondo cui nell'ateneo c'era "una struttura strategicamente insediata capace di condizionare il percorso universitario degli studenti e, in particolare, di artefare le valutazioni degli stessi in sede di esame, attraverso l'opera di corruzione" dietro il pagamento di migliaia di euro. I ventisette, che si dovranno presentare il 9 luglio prossimo davanti all'ottava sezione del tribunale, sono, secondo i ruoli ricoperti all'epoca, gli impiegati Civita Ribaudi, Loreto Fioravanti, Ada Ungheri, Nicola Circosta, Sebastiana Angeletti, Matilde Mariani, Maria Tostini, Antonio Riccitelli, il professore Gianfranco Albini, gli assistenti Gabriella Troise, Pietro Maria Putti, Giorgio Francolini, Fausta Pugliese, Michele Franco Gelardi, gli studenti Fabio Falcone, Luca Arnone, Gabriele Pulcini e il fratello Daniele, Rodoula Zacharopoulou, Vincenzo Spinelli, Maurizio Rocchi, Luigi De Filippis, Antonio Pagliaro, sua madre Carmela Rosa Galione, Moira Nardone, il fidanzato Andrea Infantino, e Romano Galavotti. Il giudice ha assolto, in sede di giudizio abbreviato, perche' il fatto non sussiste (articolo 530 comma secondo Cpp che equivale alla vecchia formula dell'insufficienza di prove) la studentessa Cinzia Fazi e l'assistente Franco Cala'. Non doversi procedere, invece, per l'assistente Fabio Franceschi, gli studenti Paolo Visco, Carmina Corigliano, Giuseppe Fabiano, Cristiano Rossi e per l'impiegata Annarita Massari. Per alcuni dei rinviati a giudizio il gup ha disposto parziali proscioglimenti in relazione ad alcuni capi d'imputazione.
Repubblica, 27 marzo 2008
venerdì 21 marzo 2008
italia
Stamattina ho chiamato TELE2 per chiedere la disdetta di un'utenza. Ho chiamato oggi (21 marzo) perchè in un paio di chiamate precedenti mi avevano detto che, dato che il contratto scade il 24 marzo, dovevo chiamare a ridosso della data di scadenza. La motivazione era che, per evitare una penale, dovevo disdire "almeno 30 giorni prima". Avevo fatto notare che "almeno 30" vuol dire o 30 o più di 30, per cui se stavo chiamando il 20 gennaio o il 10 febbraio andava bene. Niente da fare. Oggi chiamo e mi sento dire che è troppo tardi, e che il contratto non si può disdire. Avrei dovuto chiamare il 24 febbraio! Chiedo conferma che la norma contrattuale fosse "almeno 30" e mi viene detto di sì. Ma questo, presso TELE2, evidentemente si interpreta in maniera diversa da quanto la lingua italiana suggerisca. Vengo consigliato di mandare un fax, insulto l'operatore e procedo. Stamattina mi tocca vedere in tv un signore con il trapianto e un chilo di cerone in faccia che riscuote il 40% dei consensi degli italiani dire che, siccome ora si sta occupando lui di Alitalia, la cosa si farà. La cosa sarebbe salvare una compagnia che avrebbe dovuto fallire non una ma cento volte, i cui lavoratori starebbero bene per la maggior parte a scaricare le casse al mercato. Ma che, invece, essendo in campagna elettorare tutti (TUTTI!) si affannano a difendere come un orgoglio nazionale e non come una delle tante vergogne di questo paese. Ieri sera mi tocca vedere in tv che gli ospedali dal nord al sud sono pieni di medici "obiettori", gente che di fronte a donne che vivono il dramma dell'aborto, invece di prestare assistenza preferiscono umiliarle, che si rifiutano di prescrivere la pillola del giorno dopo ma che magari inorridiscono se si chiede di distribuire i preservativi nelle scuole. Ieri sera ho visitato alcune delle meravigliose chiese di Palermo, stracolme di devoti, per la maggior parte ben vestiti e pasciuti, in preparazione per la Pasqua e magari pronti a votare in massa per Lombardo, per condannare la Sicilia ad un altro lustro di sottosviluppo (ma con il ponte sullo stretto si intende!). La scorsa settimana, sempre a Palermo, è stata multata una signora perché andava in bici sul marciapiede. In una città dove si viaggia in tre o quattro sul ciclomotore, dove le piazze sono infestate dai posteggiatori abusivi, dove girano automobili con impianti stereo a volumi da stadio a tutte le ore. Perchè uno dovrebbe continuare a vivere in questo paese? Ora vediamo se riesco a postare questo sfogo, visto che il collegamento by Alice va a singhiozzo da settimane. Ho chiesto un intervento un paio di settimane fa e il gentile operatore mi ha detto ."guardi magari domani no, ma nei prossimi giorni qualcuno la contatterà" Domani no, appunto...
mercoledì 27 febbraio 2008
termometro del paese?
"Festival, gli ascolti vanno sempre più giù"Ho sempre considerato l'audience di Sanremo come un buon indicatore dello sfascio di questo paese, facendo sempre fatica a capacitarmi del fatto che milioni di persone passino ogni anno diverse serate a guardarlo.
Il fatto che ci sia un crollo di ascolti rispetto all'anno scorso può forse essere un segno che qualcosa si muove? Mi permetterei in questo caso di contestare la tesi di Pippo Baudo, secondo il quale: "E' la qualità in un'Italia di merda". Non sarebbe male se la qualità dell'Italia fosse (non so come) migliorata e che sia il festival ad essere una merda.
domenica 24 febbraio 2008
destra e scienza
"E' una delusione scoprire che il professor Veronesi abbia scoperto a ottant'anni l'agone politico in alternativa ai giardinetti", parola di Ignazio La Russa. Se ancora ce ne fosse bisogno, dopo gli insulti alla Levi Montalcini in Senato e da Storace & C., dopo la vergognosa serie di attacchi alla nomina di Luciano Maiani al Cnr (vedi l'incredibile lettera di Gabriella Carlucci e quanto ne è seguito qui: http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/798?fb=hot#commenti), ci pensa La Russa a ribadire quanto da quelle parti la scienza desti un certo ribrezzo. A parte l'insulto basato su un attributo personale (l'età), come al solito la cifra dell'Italia è data dal fatto che gente come La Russa, che gode di popolarità, di imitazioni ecc. dando di fatto un contributo pressoché nullo al mondo, può permettersi di insultare uno studioso senza che questo gli nuocia, anzi, probabilmente suscitando ulteriore ammirazione. Cercando in Google Scholar "Umberto Veronesi", solo nella prima pagina di risultati si contano più di mille citazioni dei suoi lavori. Digitando "Ignazio La Russa" invece (ovviamente) non esce nulla se non il titolo di qualche lavoro che ha studiato la politica italiana, e probabilmente i suoi casi umani.
lunedì 4 febbraio 2008
votantonio
E' andata. Si vota di nuovo. La prima sensazione è di disgusto. La prima immagine che mi è venuta in mente dell'Italia che mi fa schifo è Giuliano Ferrara. Stavo leggendo le notizie dell'ultimo minuto quando mi è caduto l'occhio su una news nel cui titolo c'era: "... gli italiani lascino il paese". Ho immediatamente pensato all'Italia e invece era il Ciad.
venerdì 25 gennaio 2008
fine
ok, è finita, vediamo di mettere insieme qualche pensiero sull'accaduto. E' successo che una parte (piccola) della maggioranza ha tolto la fiducia al governo malgrado avesse firmato un programma di legislatura. E' successo che la maggior parte dei "traditori" appartenessero al centro, cosa non sorprendente come ho scritto in un altro post, dato che sono questi che più probabilmente possono essere rieletti con quella che era l'opposizione.Tutto questo però è successo in un contesto nel quale, fin dall'inizio, era chiaro che di problemi di questo tipo ce ne sarebbero stati, in particolare fin dalla nomina iniziale di un governo di 105 persone. Non è da dimenticare che questo assetto iniziale è stato determinato in modo cruciale dalla legge elettorale approvata in tutta fretta dal centrodestra per rendere la prevista vittoria del centrosinistra la più stretta possibile, in particolare in termini di seggi in Parlamento. In un paese normale questa cosa sarebbe stata accolta dai cittadini per quello che è: una vigliaccata politica indegna di un paese civile. I suoi promotori avrebbero dovuto vergognarsi ad uscire di casa, invece sono sempre lì, pure gongolanti. Andiamo avanti. Con quelle regole è apparso razionale mettere insieme una coalizione il più larga possibile, accomunata dall'essere per motivi diversi contraria a Berlusconi. Ma, appunto, fin dall'inizio si è visto che la tendenza a privilegiare l'interesse particolare era fortissima. Si è visto poi che a questo si accompagnava sistematicamente la tendenza a cercare il consenso del proprio elettorato, invece che privilegiare la coalizione. Gli economisti dicono che l'obiettivo del politico è quello di massimizzare la probabilità di essere rieletto e non credo che ci manchino di molto. Io, ingenuamente, mi aspettavo che avrebbe prevalso la voglia di fare le mille cose che in Italia servono, e che i vari pezzetti della coalizione, essendo composti da persone mature e responsabili avrebbero trovato il modo di procedere (oggi ti stabilizzo i precari, domani mi accetti di ridurre le tasse sulle imprese, ecc.). Invece no. Da un lato fa rabbia vedere che, comunque, anche certe cose buone fatte non servono a niente. Gli italiani non capiscono che ad esempio avere i conti in ordine è prerequisito necessario per potere investire e tenere bassi i tassi di interesse, e pare che a loro non interessi particolarmente pagare molti farmaci il 20% in meno. Forse le cose migliori sono state fatte in politica estera (ritiro delle truppe in Iraq, intervento per favorire la tregua tra Libano e Israele, moratoria sulla pena di morte,..). Ma, evidentemente, anche questo non viene percepito come cosa buona (anzi, il problema principale è la base di Vicenza...). E' però innegabile che molte altre cose sono state fatte a metà, o non fatte del tutto. E' vergognoso che non sia stata fatta una legge sulle televisioni e sul conflitto di interessi. E' vergognoso che non si sia avuto coraggio sulle pensioni, magari per liberare risorse da girare al contrasto della precarietà. Insomma quasi tutto è stato non abbastanza "di sinistra" o non abbastanza "di destra". Si è finito per scontentare (quasi) tutti, anche perché, il dirsi scontenti prepara il terreno ad altre richieste, e si torna a quello che dicevo prima. Ogni volta che il governo ha fatto qualcosa, le varie parti, invece di esaltare quello che le soddisfaceva, hanno enfatizzato quello che le deludeva, una specie di bicchieremezzovuotismo cronico (ma perfettamente razionale). Tutto ciò avviene peraltro nel mezzo di una campagna politica terrificante della chiesa, dall'aborto alla libertà di espressione (proprio loro!). Ecco, a me mette tristezza che in Italia alla fine prevale quello che pensa Rocco Buttiglione su quello che pensa Umberto Veronesi, o che quello che pensa la signora di Ceppaloni che non trova niente di strano , anzi, nel fatto che la signora Mastella le abbia procurato una visita con un luminare, sia diventato di fatto quello che per molti è la politica.
domenica 20 gennaio 2008
sessantottesimo
Prof. Renato Guarini
Sapienza, Università di Roma
P.le Aldo Moro, 5
00185 Roma
e p.c. Al Presidente dell'AST, Prof. Guido Martinelli
Al Preside della Facoltà di Scienze MFN Prof. Elvidio Lupia Palmieri
Al Direttore del Dipartimento di Fisica Prof. Giancarlo Ruocco
Magnifico Rettore,
con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l'intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza.
Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: «All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto». Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano.
In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato.
Le porgiamo doverosi saluti,
Gabriella Augusti Tocco, Luciano M. Barone, Carlo Bernardini, Maria Grazia Betti, Enrico Bonatti, Maurizio Bonori, Federico Bordi, Bruno Borgia, Vanda Bouche', Marco Cacciani, Francesco Calogero, Paolo Calvani, Paolo Camiz, Mario Capizzi, Antonio Capone, Sergio Caprara, Marzio Cassandro, Claudio Castellani, Flippo Cesi, Guido Ciapetti, Giovanni Ciccotti, Guido Corbo', Carlo Cosmelli, Antonio Degasperis. Francesco De Luca, Francesco De Martini, Giovanni Destro-Bisol, Carlo Di Castro, Carlo Doglioni, Massimo Falcioni, Bernardo Favini, Valeria Ferrari, Fernando Ferroni, Andrea Frova, Marco Grilli, Maria Grazia Ianniello, Egidio Longo, Stefano Lupi, Maurizio Lusignoli, Luciano Maiani, Carlo Mariani, Enzo Marinari, Paola Maselli, Enrico Massaro, Paolo Mataloni, Mario Mattioli, Giovanni Organtini, Paola Paggi, Giorgio Parisi, Gianni Penso, Silvano Petrarca, Giancarlo Poiana, Federico Ricci Tersenghi, Giovanni Rosa, Enzo Scandurra, Massimo Testa, Brunello Tirozzi, Rita Vargiu, Miguel A. Virasoro, Angelo Vulpiani, Lucia Zanello. MARIO LAVEZZI
lunedì 14 gennaio 2008
"Un evento incongruo da annullare" La lettera dei docenti contro Ratzinger
Tra i firmatari, i fisici Andrea Frova, autore con Mariapiera Marenzana di un libro su Galileo e la Chiesa, Carlo Maiani, da poco nominato presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Carlo Bernardini, Giorgio Parisi, Carlo Cosmelli.
Ecco il testo della lettera: "Magnifico Rettore, con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l'intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto". Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano.
Repubblica, 14 gennaio 2008

