lunedì 27 agosto 2007
ciclismo urbano
Baldini
Nella pattumiera che complessivamente è diventato il calcio italiano, in una città che ha avuto il campo squalificato per 7 mesi dopo la morte di un poliziotto durante una partita, l'allenatore ha pensato bene di tirare un calcio nel sedere al collega alla prima gara di campionato. E' riuscito pure a non chiedergli scusa nemmeno il giorno dopo, a mente teoricamente fredda ma evidentemente sempre a cervello al minimo (o forse al massimo, si vede che di più non ce la fa). C'è chi (Mazzone, ma la cosa incredibile è che vadano a chiedere un parere ad una cariatide come lui) dice pure che: "siamo uomini e si può sbagliare". Giganteggia Pippo Baudo che, giustamente, auspica che il Baldini si levi di torno.
lunedì 20 agosto 2007
www.agosud.com
Cronaca di una bella sola presa a Marzamemi (SR) con l'affitto di un appartamento della Agosud. Nella foto si vede l'appartamento che abbiamo affittato, così come si vede nel sito dei gestori. Bello vero? All'atto della prenotazione telefonica, chiedo esplicitamente in merito alla silenziosità della casetta. Il Dott. P?#*o (dato che una laurea non si nega a nessuno) mi dice, quasi testualmente: "Nella zona ci sono dei pub, ma solo nel fine settimana c'è confusione." Benissimo. Alla presa in consegna della casa, verso il saldo di 600 Euro, che si sommano ai 250 di acconto (per 10 giorni), senza che venga rilasciata alcun tipo di ricevuta. Alla sera notiamo che, innanzitutto, i pub hanno i tavolini a circa tre metri dalla porta di ingresso (che è al livello della strada). In più: il ventilatore (unica fonte di refrigerio) è rotto e viene a mancare l'acqua. Inoltre, essendo in corso un festival cinematografico nella piazza a m.2 dall'ingresso, c'èSCHIFani
sabato 18 agosto 2007
Mimmo Mele
martedì 14 agosto 2007
senza Zucchero, grazie
Tra i misteri d'Italia, uno dei più incomprensibili è il successo di Zucchero. Inizia la carriera scimmiottando, anche nelle movenze, un personaggio già obsoleto da decenni, Joe Cocker. Riesce poi misteriosamente a diventare, nella considerazione di molti, il depositario dello spirito del blues in Italia. Ma soprattutto, basa spesso il suo successo sulla "libera reinterpretazione" di brani altrui. Ad esempio, il pezzo che sta girando ora in Italia (mi pare si chiami "Un kilo") è copiato spudoratamente da "Seed 2.0" dei Roots, cosa che non dovrebbe sfuggire a chi lo ascolta dato che il pezzo era piuttosto in voga nell'estate del 2003. Eppure nessuno che lo faccia notare, dai deejay alla stampa. Qualche anno fa, a Striscia la notizia, si erano occupati della cosa facendo ascoltare a Zucchero una registrazione di un brano da cui lui apparentemente aveva "attinto" (ricordo anche che Skin degli Skunk Anansie riconobbe facilmente nell'attacco di un pezzo di Sugar un suo brano). Il povero Staffelli allora ricevette una serie di insulti di sapore mafioso (tipo: "io non ti faccio più lavorare"), oltre che espressioni garbate tipo: "mettiamo che tua moglie si in*$li un negro...", il che peraltro la dice lunga, oltre che sullo spessore umano dell'artista, sulla considerazione del bluesman per le persone di colore che, tra le altre cose, hanno inventato il blues e il jazz, generi che lo dovrebbero ispirare. Anche allora, dopo che diverse migliaia di persone videro tutto ciò in tv, nulla. La fama di Zucchero non ne uscì minimamente scalfita (miracoli della stampa, della potenza delle case discografiche e della nostrana insipienza). Nella foto: Zucchero mentre interpreta la vera anima del blues al Cala di Volpe a Porto Cervo (prezzo della serata: 1000 Euro).
Callisto - Torsten Krol
martedì 24 luglio 2007
Preghierina del passeggero
Santo protettore dei passeggeri, ti prego, fai fallire l'Alitalia. Mi hanno perso il bagaglio nelle ultime due volte in cui ho volato con loro, sempre sulla tratta Roma-Palermo, due su due, il 100%.La prima volta sono dovuto andare a mie spese a Fiumicino a recuperarlo (cosa che avrebbero potuto fare loro tranquillamente). Ora sono alla vigilia delle vacanze e devo partire, oltre che senza quello che era in valigia, con la seccatura di dovere seguire a distanza la faccenda.
Ti prego, fai che tutti quelli che "lavorano" in questo modo, sicuri di non essere licenziati dato che in questo caso è praticamente impossibile accertare le responsabilità, figuriamoci sanzionarle, rimangano a spasso e siano costretti a trovarsi un bel lavoro di quelli moderni, senza tutele, senza malattia, senza ferie pagate, e senza tutti quei privilegi di cui hanno sempre goduto. Fai, insomma, un po' di giustizia. Grazie.
domenica 22 luglio 2007
numeri, carni, e ossa

"Se si pensa di affrontare il tema previdenza con la calcolatrice - è la risposta piccata di Guglielmo Epifani - non va bene, non va proprio bene. Non trattiamo con la calcolatrice perché dietro i numeri, ci sono sempre condizioni, problemi""I lavoratori non sono numeri, ma persone in carne e ossa. Questo il Governo lo deve sapere e questo messaggio - conclude Diliberto - deve diventare il cuore dell'azione della sinistra"
Nel dibattito recente sulle pensioni, da parte di chi si è opposto in vario modo a quella che dovrebbe essere una questione banale (se aumenta la speranza di vita automaticamente dovrebbe aumentare l'età pensionabile), come Epifani e Diliberto (che, da membro della maggioranza ha appena annunciato una campagna contro la maggioranza), si è sentito questo strano argomento, cioé che se si parla di pensioni non si deve parlare di numeri ma di persone. Il che implicherebbe un qualcosa di misteriosamente sbagliato nel comportamento di chi, in una materia che per definizione si basa su entrate (contributi) e uscite (pensioni), prova a ragionare partendo da una qualche relazione tra queste due voci. Ogni famiglia (credo anche quelle di Epifani e Diliberto) cerca di fare quadrare i conti confrontando spese e redditi, e se a fine mese i conti non tornano cerca di prendere qualche provvedimento, che passa necessariamente per le persone che compongono la famiglia (se si è in deficit si spenderà di meno o si cercherà di guadagnare di più). Quindi è naturale che accanto ai numeri ci siano le persone, ma non capisco perché ci si immagina una specie di contrapposizione tra i due aspetti dello stesso problema.
D'altro canto non credo che i numeri siano del tutto estranei alla spiegazione quantomeno del comportamento dei sindacati, i cui iscritti sono sempre più spesso...indovina...pensionati...(in carne ed ossa naturalmente) (vedi ad esempio: http://www.eurofound.europa.eu/eiro/1998/03/word/it9803224fit.doc)
lunedì 25 giugno 2007
istigazioni
Scena: interrogazione dopo avere fatto uno scritto da circa 20/30.
domanda: monopolio e concorrenza
risposta: per iniziare, grafico sbagliato del monopolio; per proseguire, concetti confusi sulla concorrenza (il che ispira la domanda successiva su un concetto elementare)
domanda: qual'è la condizione per la massimizzazione del profitto
avvertimento: se non risponde a questa domanda l'esame non lo passa
risposta: blah blah blah...ma non che ricavo marginale (o prezzo) = costo marginale
primo tentativo di bocciatura
reazione: ma professore è l'ultima materia-ho la tesi pronta-lei non mi può bocciare-ecc.
altra domanda: l'elasticità della domanda
risposta: formule a memoria, unico ragionamento: sbagliato
domanda: la rapresentazione grafica del modello Keynesiano
risposta: nulla
conferma della bocciatura
reazione: ma lei..., ma io..., non sono mai stata bocciata, .... , lei mi sta istigando a lasciare questa facoltà...
fate voi.
domanda: monopolio e concorrenza
risposta: per iniziare, grafico sbagliato del monopolio; per proseguire, concetti confusi sulla concorrenza (il che ispira la domanda successiva su un concetto elementare)
domanda: qual'è la condizione per la massimizzazione del profitto
avvertimento: se non risponde a questa domanda l'esame non lo passa
risposta: blah blah blah...ma non che ricavo marginale (o prezzo) = costo marginale
primo tentativo di bocciatura
reazione: ma professore è l'ultima materia-ho la tesi pronta-lei non mi può bocciare-ecc.
altra domanda: l'elasticità della domanda
risposta: formule a memoria, unico ragionamento: sbagliato
domanda: la rapresentazione grafica del modello Keynesiano
risposta: nulla
conferma della bocciatura
reazione: ma lei..., ma io..., non sono mai stata bocciata, .... , lei mi sta istigando a lasciare questa facoltà...
fate voi.
sabato 16 giugno 2007
w la famiglia!
sabato 2 giugno 2007
Dal Festival dell'Economia

Breve resoconto di quello che ho visto al Festival dell'Economia, quest'anno su capitale umano e capitale sociale.
Della presentazione vorrei ricordare la dedica a Riccardo Faini
Partha Dasgupta ha introdotto uno dei due temi principali del festival, il capitale sociale, con molto stile, anche se la sua definizione di capitale sociale è discutibile essendo basata semplicemente sulla presenza di interconnessioni sociali. Perchè si possa avere capitale sociale questa è una condizione necessaria ma non suffiente (ad esempio la mafia si basa pesantemente sulle interconnessioni sociali ma certamente non ha il connotato di "capitale sociale"). Alberto Bisin ha dato qualche elemento affinché si possa discutere di immigrazione con qualche cifra in mano e non solo in base alla emotività o al calcolo politico. Il "terrore" per lo straniero in parte dell'occidente, tra cui l'Italia (ben rappresentato in una slide con la copertina di un libro della Fallaci), non trova solide giustificazioni. Un dato interessante è ad esempio che, in Inghilterra, il considerarsi fortemente musulmano è correlato con l'avere successo economico. Altro dato, forse non particolarmente sorprendente, è che l'integrazione è un processo lungo, che richiede alcune generazioni e in questo senso le politiche dovrebbero essere volte ad accompagnare tale processo, e certo né a forzarlo e tantomeno a bloccarlo. Essenzialmente, l'Italia sconta il fatto che l'immigrazione è ancora un fatto nuovo (noi abbiamo al massimo la seconda generazione di immigrati, metre in paesi come gli USA e Gran Bretagna siamo alla terza o quarta). In Italia poi vi è una politica sull'immigrazione quantomeno schizofrenica che non aiuta, in particolare quando tenta di seguire gli "umori" della gente. Il governo Berlusconi-Borghezio, ad esempio, ha fatto la seguente cosa: ha stabilito i criteri per avere il permesso di soggiorno per ricevere il quale si sono presentati 400.000 immigrati (rimasti ordinatamente in fila anche di notte davanti agli uffici postali, pur essendo trattati come bestiame), e poi ha rilasciato 160.000 permessi, creando con un tratto di penna 240.000 clandestini. L'essere clandestino chiaramente aumenta la probabilità di delinquere per la persona o per i suoi familiari, e quindi per questa via si aumenta la propensione a delinquere degli immigrati per legge! Salvo poi inventarsi propensioni al crimine legate alla etnia...
Attendevo poi con una certa trepidazione il confronto tra Fabio Mussi e Roberto Perotti. Perotti tra gli economisti è noto per le sue analisi del sistema universitario italiano che ne mettono in evidenza in maniera impietosa lo stato di arretratezza rispetto ad altri sistemi, sia europei che extra-europei. La sua ricetta è piuttosto semplice: privatizzare, o lasciare in vigore un sistema di finanziamento essenzialmente pubblico ma con un aumento drastico del grado di decentralizzazione (università libere di assumere chi vogliono, di pagare quanto vogliono, di offrire il tipo di titolo che vogliono, di fissare le rette che vogliono, ecc. Il tutto in un chiaro quadro di premi e sanzioni tali da scoraggiare l'assunzione di somari, parenti, amici, ecc.). Devo dire che Mussi, anche per le sue doti di politico, ha tenuto testa piuttosto bene cercando di fatto di mostrare che, con le riforme che sta proponendo, buona parte delle proposte di Perotti sono in effetti accolte, il tutto nei vincoli e nei margini che si trova di fronte. L'impressione è che parte di quello che sta facendo Mussi sia discutibile (ad esempio rimane un'incognita quello che la nuova agenzia per la valutazione della ricerca riuscirà effettivamente a fare), ma allo stesso tempo siamo anni luce dai suoi predecessori (Moratti in primis), e certamente ci si sta muovendo nella direzione giusta. Uno dei problemi sarà la reazione dell'establishment al forte cambiamento nelle regole del reclutamento, per ora previsto solo per i ricercatori, ma i cui principi dovranno poi essere estesi agli associati e agli ordinari. Luigi Guiso ha invece parlato di capitale sociale spostando il discorso essenzialmente sull'Italia. In base a vari indicatori, il capitale sociale nel meridione è più basso che nel centro-nord: ad esempio nel meridione la percentuale di persone che si fidano del prossimo è molto più bassa che nel centro-nord (ma in Italia è in media più bassa che nei paesi scandinavi ad esempio). Questo viene considerata una parte importante della spiegazione dei divari nord-sud. La cosa interessante è che l'ipotesi di Putnam, in base alla quale questo può apparentemente essere ricondotto alla struttura istituzionale dell'Italia intorno al 1100 (!), sembra potere essere confermata. In quel periodo storico il centro-nord vide la nascita dei comuni, mentre nel sud si instaurò una dominazione "dall'alto". Nel primo caso il processo stimolò lo sviluppo di relazioni "orizzontali" tra gli individui e i gruppi, che portarono all'indipendenza dei comuni, e che prevedevano lo sviluppo ad esempio della fiducia reciproca. Al contrario, nel sud si instaurarono rapporti di tipo "verticale", dal dominatore ai dominati, che non sortirono l'effetto citato. La domanda è come sia possibile che ciò che è accaduto centinaia di anni fa possa avere effetti persistenti fino ad oggi. Personalmente non trovo la cosa del tutto assurda, essendo possibile che i tratti culturali e comportamentali sviluppati allora si siano tramandati di generazione in generazione (il capitale sociale è estremamente persistente). Philippe Aghion ha presentato un'idea secondo la quale, se un paese è lontano dalla "frontiera tecnologica", come può essere stata l'Europa nei decenni passati, allora le politiche economiche possono essere di un certo tipo (ad esempio ci si può permettere rigidità nel mercato del lavoro), essendo l'attività innovativa essenzialmente basata sull'imitazione. Viceversa, se un paese è prossimo alla frontiera, l'attivitàò innovativa si dovrebbe basara sull'innovazione in senso proprio, e allora si dovrebbe introdurre maggiore flessibilità, maggiore libertà di entrata nei mercati, maggiore apertura al commercio, ecc. In essenza, la politica economica non dovrebbe basarsi sulla dicotomia "più stato/meno stato", ma su "che tipo" di stato. Non sono convintissimo di modelli del genere, che pretendono di spiegare troppe cose contemporaneamente e arrivano a prescrizioni di politica economica mastodontiche. Ma mi ha fatto piacere sentire un economista di Harvard definire "spazzatura" la ricetta di politica economica basata sul "meno tasse!", essenziale elemento delle ricette della destra nostrana e del nord-est.
Pier Luigi Bersani ha direi fatto un figurone per almeno due motivi. Da un lato ha rivendicato i primi risultati delle sue riforme (1200 nuove farmacie, più di 2000 nuove panetterie, ecc.). Tanto? Poco? Come nel caso di Mussi certamente anni luce rispetto ai predecessori (soprattutto i "liberisti"). Inoltre, in un discorso più generale ha rivendicato quello che sta facendo come discorso culturale, in cui se la politica deve cambiare anche la società deve darsi una mossa. Per Bersani quello che serve perché il paese si muova è "fiducia e senso civico": per quanto mi riguarda uno che la pensa così ha ben chiare quali siano le priorità (bravo!).
Padre Fabrizio Valletti e Suor Carolina Iavazzo hanno raccontato le loro esperienze di educatori a Scampia, a Brancaccio e nella locride. La cosa per me sorprendente è stata la seguente: quando vedo ad esempio i bimbi della Vucciria (molto simili a quelli di Brancaccio descritti da Suor Carolina) mi pongo spesso la domanda di come potrei convincerli a scegliere una alternativa di vita, oppure ad andare a scuola, e mi immagino che la cosa sia molto difficile. Invece i due relatori hanno mostrato nei loro racconti che per fare cambiare strada a questi bambini bastano delle cose molto semplici, come andare fuori dal loro quartiere (a Scampia ci sono bambini che non sono mai stati al mare! o in Piazza Plebiscito), o essere messi a giocare con una palla in un luogo che non sia la strada (come era la parrocchia di Padre Puglisi). Questo può solo fare aumentare la rabbia pensando a quello che le istituzioni potrebbero fare (cose semplici!) e che invece non fanno. La latitanza delle istituzioni (sindaci, presidenti di regioni, forze dell'ordine) nelle situazioni che i relatori affrontano o hanno affronatato, è stata confermata da entrambi, in particolare da Suor Carolina. Padre Puglisi era stato lasciato solo, anche di fronte alle minacce e, sue parole, ad esempio nella locride ai posti di blocco viene fermata la vecchina con l'utilitaria e non il mafioso col macchinone (mi sorprende un po' in questo caso che non ci si ricordi delle vittime).
Questo è quello che ho visto del festival. Nel complesso, il festival ha centrato quelli che sono due aspetti fondamentali dello sviluppo economico e due grossi problemi per l'Italia, l'istruzione (sia nelle scuole che nelle imprese), e la mancanza di fiducia reciproca. D'altro canto siamo il paese del "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio"..
sabato 26 maggio 2007
giovedì 24 maggio 2007
mercoledì 23 maggio 2007
Evan Parker - Time Lapse
martedì 22 maggio 2007
osean tirtiin
"Osean tirtiin" è il modo in cui Vincenzo Mollica ha definito il film "Ocean's Thirteen" al TG1 di oggi. Dunque, Vincenzo Mollica non sa l'inglese. Questo può apparire sorprendente per chi, da una vita, fa il critico cinematografico per la Rai e che per definizione dovrebbe masticare la lingua in cui escono i film di Hollywood (per implicazione immagino dunque che Mollica non sia in grado di assistere ad un film in lingua originale). Invece è perfettamente normale, così come è normale che altri personaggi Rai che ogni tanto hanno a che fare con la lingua straniera, ad esempio perché hanno degli ospiti, non spiccichino una parola di inglese (ad esempio Simona Ventura, di cui ricordo una penosa esibizione con gli Oasis a Quelli che il calcio). Il problema è che queste persone non hanno il mimimo incentivo ad imparare l'inglese, perché evidentemente per il tipo di lavoro che fanno non è un requisito minimo (ricordo invece di avere assistito ad un programma francese in cui il presentatore accoglieva un ospite inglese con perfetta pronuncia), ed evidentemente non subiscono nessun'altro tipo di pressione sociale che li possa incentivare. Basterebbe il timore di fare una figuraccia con il pubblico, con i colleghi, o con il proprio direttore.
lunedì 21 maggio 2007
venerdì 18 maggio 2007
MUSTella?
Clemente Mastella (ritratto nella foto in una delle sue numerose iniziative a favore della famiglia tradizionale), ha recentemente annunciato l'astensione del suo partito quando la legge sul conflitto di interessi arriverà in aula.Questa è l'ultima minaccia rivolta al governo. La penultima consisteva invece alla sua uscita dal governo nel caso di referendum elettorale o, immagino, nel caso di una qualsiasi iniziativa rivolta a ridurre la frammentazione dei partiti.
Il comportamento di Mastella è facilmente comprensibile se lo si descrive in un modo molto semplice: Mastella è impegnato a difendere il suo posto di lavoro, né più né meno di chiunque altro lavoratore e di qualsiasi altro parlamentare. Per questo motivo è contrario a rinunciare al suo partitino, e per questo motivo minaccia a destra e a manca allo scopo di tutelare la sua posizione di rendita, piuttosto che la coalizione a cui appartiene.
Il problema però è che le minacce di Mastella sono credibili. Se si andasse infatti ad una crisi per colpa sua e ad esempio ad elezioni anticipate, il centrosinistra sicuramente non lo accetterebbe nuovamente ma lui si ricandiderebbe nel centrodestra che anzi lo accoglierebbe a braccia aperte. Questa situazione ad esempio non vale per l'ala sinistra dell'Unione che infatti di recente ha minacciato (sul rifinanziamento delle missioni militari, sulla base di Vicenza, ecc.), ma alla fine ha serrato i ranghi e si è ricompattata intorno a Prodi. Questo per il semplice motivo che al di fuori dell'Unione molti parlamentari di PRC, CI, Verdi ecc, non verrebbero rieletti.
Come uscirne? Non è facile. L'unica cosa certa è la domanda che si pongono in tanti: ma era proprio necessario imbarcare Mastella? Dargli addiritura il ministero della Giustizia? Che è un po' come dare ad Erode il ministero della famiglia.
martedì 15 maggio 2007
Palermo, Italia
Le elezioni di Palermo hanno confermato il sindaco ridens Diego Cammarata. Per una persona come me, che viene da fuori, questo può apparire bizzarro. Un visitatore occasionale può notare subito ad esempio alcune cose: Palermo è una città con una sottospecie di segnaletica stradale; a Palermo non c'è sostanzialmente una fermata dell'autobus che si possa definire tale (con pensiline in ordine, indicazioni delle linee, degli orari ecc.); i cassonetti della spazzatura sembra che siano stati fatti sistematicamente esplodere; la raccolta differenziata è più o meno al livello a cui era in altre parti d'Italia 10-15 anni fa; la circolazione è del tutto caotica e si possono vedere tranquillamente passare davanti a vigili impassibili ciclomotori con almeno un paio di passeggeri senza casco, magari nella corsia riservata ai mezzi pubblici, magari in senso contrario. Quindi, ho trovato quantomeno grottesco che il sindaco in carica addirittura si ripresentasse.Non solo si è ripresentato ma ha vinto al primo turno, il che suggerisce un'amara riflessione. La Sicilia, e in particolare Palermo, sono territori dove le istituzioni sono assenti (i casi citati sopra sono accumunati nel dimostrare ciò). Chi ha funzioni di "governo" di fatto garantisce la latitanza delle istituzioni, il che può sembrare un paradosso ma non lo è, e quando fa campagna elettorale, in modo più o meno esplicito, promette che le istituzioni continueranno a latitare. Questo riesce a incontrare il consenso di varie categorie di persone: dalle truppe di professionisti che prosperano grazie a consulenze e pareri forniti a caro prezzo all'amministrazione, o alle convenzioni stipulate con essa; ai dipendenti pubblici (ultimi gli autisti per autobus assunti senza che avessero la patente); ai delinquenti più o meno organizzati (basti pensare che Cammarata è stato l'unico candidato sindaco a non firmare pubblicamente un impegno contro il racket promosso da Addiopizzo). A questo si somma la moltitudine di persone, troppo povere e/o ignoranti, che possono essere facilmente ingannate (se vince Y perderai il lavoro!), ricattate (se vuoi la casa allora vota X!), oppure più semplicemente comprate (50 euro pare).
Ultima nota: il giorno successivo l'assunzione da parte del Comune dei suddetti autisti senza patente, il Cav. Berlusconi-Mastrota, autorevole esponente del liberismo all'italiana, è riuscito a dire, a Palermo: "Noi siamo il partito della moralità".
Forza Rutelli!
Il noto esponente di Forza Italia, Francesco Rutelli, è tornato ad attaccare il governo sulla questione dell'Ici. Si ricorderà che la questione fu posta con una mossa da piazzista dal leader dello stesso Rutelli, il Cav. Berlusconi-Mastrota, in chiusura di campagna elettorale: "Avete capito bene...elimineremo l'Ici!".Rutelli, infiltrato nel centrosinistra fin dai tempi della sua finta competizione col Berlusconi-Mastrota per un posto da presidente del consiglio, già da tempo aveva dimostrato una scarsa capacità di mimetismo, probabilmente riconducibile alla sua scarsa intelligenza tout-court, facendosi smascherare in modo palese in occasione del referendum sulla fecondazione assistita. Anche di recente aveva trovato il modo di manifestare il suo vero credo in alcune occasioni: rompendo casi eccezionali di compattezza dell'esecutivo, come intorno ai decreti Bersani, oppure mostrando pubblicamente rammarico per la sua mancata partecipazione alla manifestazione oscurantista denominata "Family Day". Il tutto peraltro dopo una magistrale interpretazione all'ultimo convegno della Margherita in cui si era mostrato come un alfiere dell'unità di quelle formazioni politiche che confluiranno nel Partito Democratico. Quello che non è chiaro è il motivo per il quale ai vertici del centrosinistra non si siano stati ancora presi provvedimenti.
mercoledì 9 maggio 2007
scusi professore...
S: Scusi professore, sono della laurea triennale, volevo sapere se nel nostro programma vanno fatte in microeconomia entrambe le scomposizioni, come "Aschy (?)" (nota: il riferimento è alla scomposizione in effetto di reddito e effetto di sostituzione con il metodo di Hicks e con quello di Slutsky, che si pronuncia con la "u", ma il problema non è la pronuncia)
IO: Ma veramente nel programma il capitolo è indicato per intero.
S: Ma corre voce tra gli studenti che non siano da fare entrambe....e il capitolo su economia internazionale è da fare tutto?
IO: Anche quello è indicato da fare per intero..
Insomma se si stampa e diffonde un programma, perché devono "circolare voci" tra gli studenti che forse è uno scherzo? Che ci sono dei trabocchetti? Che dei capitoli sono indicati per intero ma invece se ne deve fare un pezzo?
IO: Ma veramente nel programma il capitolo è indicato per intero.
S: Ma corre voce tra gli studenti che non siano da fare entrambe....e il capitolo su economia internazionale è da fare tutto?
IO: Anche quello è indicato da fare per intero..
Insomma se si stampa e diffonde un programma, perché devono "circolare voci" tra gli studenti che forse è uno scherzo? Che ci sono dei trabocchetti? Che dei capitoli sono indicati per intero ma invece se ne deve fare un pezzo?
scusi professore...
Con questo post inizio una "rubrica" sul tipo di questioni che vengono spesso poste dagli studenti, il che può dare un'idea del tipo di usura a cui è sottoposto un docente universitario.
Disclaimer I: so benissimo che i lavori usuranti sono ben altri rispetto alla docenza, l'uso dell'aggettivo è chiaramente ironico.
Disclaimer II: se per caso uno/ studente/ssa dovesse riconoscersi, non se ne voglia a male. Quello che penso in questi casi è che certe questioni andrebbero risolte innanzitutto da soli/e, e che certamente chiunque ha le risorse per farlo, dovrebbe solo provare un po' di piu' a cercarle.
S: Scusi professore, posso farle qualche domanda sul corso, sa non sono di Palermo..
IO: Il ricevimento era ieri ma mi dica..
S: Volevo qualche informazione generale, sa ho visto tutta questa matematica, come è fatto l'esame? Vengono chieste tutte queste dimostrazioni? Ecc..
IO: E' tutto in rete. Ce l'ha il computer?
S: Si, ma sa a volte non riesco a connettermi, a volte non c'è la linea...
Disclaimer I: so benissimo che i lavori usuranti sono ben altri rispetto alla docenza, l'uso dell'aggettivo è chiaramente ironico.
Disclaimer II: se per caso uno/ studente/ssa dovesse riconoscersi, non se ne voglia a male. Quello che penso in questi casi è che certe questioni andrebbero risolte innanzitutto da soli/e, e che certamente chiunque ha le risorse per farlo, dovrebbe solo provare un po' di piu' a cercarle.
S: Scusi professore, posso farle qualche domanda sul corso, sa non sono di Palermo..
IO: Il ricevimento era ieri ma mi dica..
S: Volevo qualche informazione generale, sa ho visto tutta questa matematica, come è fatto l'esame? Vengono chieste tutte queste dimostrazioni? Ecc..
IO: E' tutto in rete. Ce l'ha il computer?
S: Si, ma sa a volte non riesco a connettermi, a volte non c'è la linea...
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