giovedì 3 settembre 2009

Dour 2009


Come nei peggiori film di Salvatores, quattro quasi-quarantenni decidono di fare la zingarata ad un mega festival rock europeo, giusto per vedere se ce la fanno ancora a fare i gggiovani. Dopo decine di email per definire la data e il luogo (alla fine tutti si lavora e tre su quattro tengono famiglia), la scelta è caduta su Dour, in Belgio, festival a noi sconosciuto ma pare molto importante e, soprattutto, "alternativo"! Incontro a Charleroi, affitto della macchina (Mercedes Classe A, quando io veramente avevo prenotato una Skoda..), e partenza. Con la Mercedes raggiungiamo il sito, sperduto in mezzo alla campagna belga e entriamo. Io esordisco trascinando il trolley (vedi foto), tipo viaggio d'affari, in mezzo a simil-punkabbestia ovviamente zozzi e ovviamennte equipaggiati con zaino e sacco a pelo.. Avendo una certa età, invece del campeggio alloggiamo in un mini-prefabbricato di legno con quattro letti a castello, denominato Festihut.. Giù le borse (e il trolley..) e via! Primo concerto in programma: Deerhoof. Iper-bizzarri e molto divertenti (cover di Pinhead dei Ramones compresa), definizione di Raffaele: "un incrocio tra Vanessa Paradis e i Ramones". Approvata! A seguire, spostamento dai Dub Inc. reggae band francese suggerita dal Dani che, apparentemente, ha avuto parecchio tempo per fare preascolto di diversi gruppi ( :-) ) e farà da caronte per quasi tutti i giorni traghettandoci di qua e di là.. Stavolta l'ha vista giusta, il concerto è tosto, reggae/ragamuffin piuttosto incazzato, pubblico in delirio. La sensazione è di essere in una delle mille serate passate al Leoncavallo ed è una sensazione molto positiva! A seguire, ci dividiamo: loro tre a vedere i Rinocerose, io preso dalla nostalgia, mi dirigo dai Killing Joke, dove mi trovo anagraficamente più a mio agio, quasi-quarantenne tra molti cinquantenni.. Pensavo di trovare sul palco dei cadaveri ambulanti (e in parte lo sono) e invece suonano ancora bene.. E poi, sentire (finalmente!) dal vivo "The Wait" e, soprattutto, "Love Like Blood" è stato parecchio emozionante. In fondo con 'sta roba ci sono cresciuto! (scopriremo al ritorno in Italia che sul palco dei Rinocerose non c'erano loro ma dei djs in sostituzione... nessuno dei tre se n'era accorto...). Ma siamo ancora all'inizio della serata... Dopo qualche porzione di patate fritte e birra, tocca agli Animal Collective. E qui la colpa è mia. Insomma, sono osannati dall riviste specializzate (di cui mi nutro da anni), io li avevo ascoltati poco di recente... Ma.. sono veramente insostenibili! Una specie di yodel su una base elettronica (?) ultra pallosa... della gente accorsa in massa parecchia se ne va insieme a noi dopo 10 minuti.... A questo punto c'è da aspettare i Fuck Buttons , che dovrebbero iniziare alla 1:30 (io ho in corpo tre ore di sonno dalla notte prima). Una puntatina di nuovo alla tenda del reggae e presumo qualche birra per far passare il tempo. Dani e Lorenzo cedono. Rimaniamo stoicamente io e Raffa. Il concerto, ne vediamo mezz'ora poi crolliamo, è ottimo. Loro sono due ragazzi (di Bristol, scoprirò poi) che smanettano su delle macchine, uno dei due ogni tanto urla qualcosa in un microfono con voce filtrata (tipo Lightning Bolt). Elettonica un po' tribale, un po' "melodica"... ci vengono in mente i Mogwai. Comunque andiamo a letto distrutti ma felici (almeno io, Raffa non so). Riesco però a perdermi da solo in mezzo alla folla nel rientro al Festihut venendo investito dall'unico vero acquazzone dei tre giorni, per cui rientro distrutto, felice e ... bagnato. La mattina del sabato, prima di tutto andiamo in paese (in Mercedes naturalmente) a cercare di mangiare qualcosa di diverso dalle patate fritte. Ci riusciamo e rientriamo in tempo (giusto perchè io ho scassato la min.. a manetta a tutti) per vedere gli Arsenal alle 15:00. Cioè in realtà li vedo solo io perchè gli altri vanno a fare la pennichella (Raffa e Lorenzo si faranno grosse dormite pomeridiane ogni giorno...). Dunque, loro (gli Arsenal) sono sostanzialmente degli sfigati, in compenso hanno un pezzo che mi ossessiona da tempo (Longee) e che volevo assolutamente sentire. L'hanno fatto, peraltro in versione un po' troppo rock, ma ne valeva la pena.. Successivamente, grazie al Dani, vediamo i Dodos, indie-pop senza infamia e senza lode, facciamo in tempo a vedere la fine del concerto di Alborosie e qui, col senno di poi, mi sa che abbiamo commesso un errore. Cioè era meglio venire a vedere Alborosie, anche perchè c'è una folla spaventosa, festante e fumante, e tutto il concerto intuisco dall'atmosfera sia stato notevole.. In serata, tra una patatina fritta e l'altra, ci vediamo i Roots Manuva. Non ho visto molti concerti hip hop in vita mia, ma questi sono ottimi, molto vari. Pubblico in delirio. Comunque il clou arriva alla fine della serata sul main stage con i Pet Shop Boys! Ora, confesso, a me sono piaciuti. Voglio dire: ultra pop, ultra professionale, con coreografie, ballerini, ecc. ma di fatto molto ben confezionato. E poi col finalone con "West End Girls" come si fa a resistere... Non paghi, ci trasferiamo in una delle altre tende che ormai si sono di fatto trasformate tutte in discoteche techno.. Balliamo un po', io mica tanto che sono morto, e poi ci ritiriamo nel nostro lussuoso alloggio (senza acquazzoni stavolta). Domenica, ultimo giorno. Le condizioni igieniche del posto e dei sottoscritti sono in rapido deterioramento, ma non ci arrendiamo. Come al solito colazione/pranzo nel mondo civilizzato, in questo caso in un paesino vicino a Dour. Rientro al festival nel primo pomeriggio e pennichella. Cioè loro fanno la pennichella, io ci provo fallendo e alle 17 me ne vado a vedere An Albatross. Devo avere letto qualche buona recensione, non ricordo bene. Il concerto fa veramente schifo. Un cantante Iggy Pop sfigato, dal timbro zeppelliniano, capello lungo e liscio e torso nudo che si dimena su basi psichedelicorumoroseprogressivemetal.. insomma, che originalità! Meno male che alle 18 ce ne andiamo (a quel punto ricompare Dani) a vedere gli Experimental Tropic Blues Band, suggeriti sempre dal Dani-Caronte.. Che dire? Rock'n'roll delirante, volumi tipo la Blues Explosion dei bei tempi, cover di Cramps e Gun Club (giusto per capire in che zone ci troviamo).. e finale a base di rumorismo nudista, cioè con il bassista come l'ha fatto la mamma che si percuote il pisello col jack della chitarra contribuendo al feedback finale. Yeah! A questo punto pausa, a base di birra e junk food ovviamente, per aspettare il tour de force serale (vediamo un pezzetto di Israel Vibration ma sembra uscito temporaneamente dall'ospizio). Quindi iniziamo da The Horrors. Sono uno degli ultimi prodotti inglesi, hanno qualche pezzo in effetti carino, anche se di originalità nemmeno a parlarne. Un po' Echo and the Bunnymen, un pò Jesus and Mary Chain, un po' tutto quello che vi viene in mente, tanto ci azzeccate. A seguire Caribou.
Questo invece è un esempio di come, senza essere particolarmente originali, si possa comunque fare buona musica. Un po' psichedelico, un po' post rock, comunque molto interessante. Dei 5 Elements of Hip Hop (che credo sia una formazione estemporanea), a malincuore, riusciamo a vedere solo l'inizio della performance, cioè Mixmaster Mike dei Beastie Boys fare scratch da paura (già visto fare cose impressionanti al concerto dei BB a Milano qualche anno fa..). A questo punto ci dirigamo convinti e compatti a vedere i Boss Hog di Cristina Martinez e Jon Spencer. Sono invecchiati un bel po' ma spaccano sempre. Anzi, mi sembrano per certi versi anche più energici di quando li avevo visti una dozzina di anni fa. Lei è decisamente meno sexy, ma fa niente. Peccato non ci fosse molta gente, evidentemente sono passati un po' di moda... Gran finale all'arena principale con Aphex Twin. Migliaia di persone buttano le ultime energie (immagino in gran parte grazie a qualche additivo) nella techno (?) di Richard James, quasi invisibile (almeno da dove siamo noi) alla sua consolle. Gli altri tre cedono, io rimango fino alla fine, giusto per aspettare la fine del concerto, la riaccensione delle luci e il .... silenzio.

domenica 30 agosto 2009

Matrimoni gay

Il grafico rappresenta la relazione tra la percentuale di favorevoli ai matrimoni gay e il GDP pro capite del 2008 per un campione di paesi UE. E' evidente che la relazione è abbondantemente positiva, cioè nei paesi in cui questa percentuale è maggiore, maggiore è il GDP (ok, i paesi ex-est hanno altri motivi per essere attualmente particolarmente poveri. Rifacendo la stima senza di loro il coefficiente rimane abbondantemente positivo. Rifacendola solo per loro il coefficiente rimane altamente significativo, p-value: 5.6%). Che diventando favorevoli ai matrimoni gay si diventi anche più ricchi? Ovviamente no. E' però probabile che l'essere favorevole ai matrimoni gay sia correlato con una maggiore apertura mentale, una maggiore disponibilità nei confronti delle "minoranze" (donne, stranieri, omosessuali, giovani, informatici, chimici, ingegneri, scienziati, ecc.), in particolare della loro ascesa socio-economica. In un mondo dove è essenziale l'emersione dei talenti e delle capacità di innovazione, questo atteggiamento diventa cruciale. Essere favorevole ai matrimoni gay è probabilmente una buona spia dei tratti culturali di un paese, e dove vi è maggiore bigottismo sono probabilmente diffusi comportamenti che non fanno bene all'economia che ha bisogno, come accennato, di innovazione e di assunzione di rischio. Un paese turbato dall'idea che due persone dello stesso sesso si possano sposare, e che non si azzarda a varare leggi decenti in questo senso (mi viene in mente casualmente l'Italia), ha poche speranze di porsi su un sentiero di sviluppo economico moderno. Più proabile una transizione verso un modello premoderno, stile Sacro Romano Impero.

The Doughboys

Grazie di esistere. Nel paese dell'illegalità a senso unico (cioè si va in galera se si falsifica una Vuitton ma non se si falsifica un bilancio), c'è qualcuno che contribuisce a ristabilire un minimo di proporzioni.
Info qui.

mercoledì 15 luglio 2009

Più mogli per tutti


MOGLIE ITALIANA E UNA MAROCCHINA, CONDANNATO PER BIGAMIA: Una, Stefania, italiana, originaria di Pavia; l'altra marocchina, Fatim, di tre anni piu' giovane.

da Repubblica di oggi.

Ora, io capisco che per ora la bigamia non sia contemplata dal nostro ordinamento, essendo ovviamente manifestazione di una cultura "inferiore" (http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=13709). Ma perchè non pensare seriamente di introdurla? Dopo il lodo Alfano mi sembrerebbe la logica conseguenza per sanare, almeno dal punto di vista legale, l'ennesima posizione (oopppssss...) borderline del Papi...

martedì 14 luglio 2009

Oggi sciopero


Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana

domenica 12 luglio 2009

Nobody Knows You and Nobody Wants To

che anno era? Rob con la maglia della Ferrari me lo ricordo a Bologna al Livello 57..

venerdì 1 maggio 2009

tre gradi di separazione

Ecco spiegata la partecipazione di Berlusconi al diciottesimo compleanno di Noemi (vedi foto). E' la figlia dell'autista di Craxi. Quindi, è solo un problema di social network: Berlusconi era "amico" di Craxi, Craxi aveva (almeno) un autista, questo autista ha una figlia. Ergo, tra Berlusconi e Noemi esistono tre gradi di separazione. Ma la domanda è: Berlusconi partecipa ai compleanni di tutte le figlie (o figli) di tutti gli autisti/maggiordomi/segretari di Craxi? Oppure, avendo una quantità di tempo limitata, sceglie di allocarla solo verso qualcuno che ha qualche caratteristica particolare, oltre che la breve distanza da lui nel network?

domenica 12 aprile 2009

Abruzzo, Italia


TG1, oggi, Pasqua 2009.
Voce fuori campo: ...tra i vari casi c' quello della signora Pina (?) che ha incontrato il premier Silvio Berlusconi e gli ha detto di avere perso la dentiera nel terremoto.
Giornalista: "Allora Signora Pina, che cosa le ha risposto il Presidente?"
Sig.ra Pina: "Mah, non mi ricordo, ero emozionata.."
Giornalista: "..Il Presidente le ha detto che le avrebbe fatto riavere la dentiera.."
Stacco. Immagini della Sig.ra Pina sul lettino di un dentista che manovra.
Voce fuori campo: "Ecco che la Sig.ra Pina potrà ora ringraziare il Presidente del Consiglio..."

In una vicenda come il terremoto dell'Abruzzo si possono ritrovare vari segni dello sfascio del paese. Dalle case che crollano quando non dovrebbero, allo scherno riservato ai "cervelli", come il ricercatore che aveva lanciato l'allarme restando inascoltato (e denunciato), all'eclatante, ennesima dimostrazione, del potere dei media.

Non riesco a non pensare in questi casi a come veniamo sistematicamente manipolati, a come soprattutto le nostre emozioni vengono pilotate. Termini come "sciame sismico" sono ora parte del nostro linguaggio quotidiano, come lo sono diventate "alimentazione e idratazione" dopo la vicenda di Eluana Englaro. Perchè non si fanno gare di solidarietà (sms da 1 euro, da 2 euro, trasmissioni ad hoc con presentatori in lacrime) per le famiglie dei morti sul lavoro? Perchè non si vanno a inquadrare i volti di coloro che hanno perso un fratello o un figlio in un barcone affondato? Perchè non ci bombardano il cervello con termini come "evasione fiscale" oltre che "sciame sismico"? Perchè, di fronte a una tragedia come un terremoto, non siamo LIBERI di provare semplicemente dolore e solidarietà verso chi ne è stato colpito?

lunedì 30 marzo 2009

Paternalismi, Socrate e Internet

Gentile Prof

mi chiamo YYY e sono il papà di un/una "esclusa/o", ovvero un/una di coloro che non hanno
colmato il debito formativo in Economia, ZZZ.

ZZZ le ha già scritto e probabilmente le ha manifestato tutto il suo stupore, la sua sorpresa, la sua amarezza, l'incredulità per quello che è successo.

Io ho voluto aspettare qualche giorno, ma alla fine ho deciso anch'io.

So di non avere il diritto di rivolgermi a lei direttamente, ma pensando che un insegnante non si sottrae mai al confronto in ossequio al principio che proprio dalla discussione e dal confronto possono emergere quelle verità che tante volte rimangono celate (Socrate), mi sono permesso di farlo, per sottoporre alla sua attenzione alcune mie considerazioni.

E' stato comunicato che alcuni ragazzi sono stati esclusi perchè in seguito a una verifica a posteriori (primo fatto strano la verifica a posteriori rispetto al momento dell'esame e la
firma del verbale, circostanza che potrebbe avere anche qualche rilievo giuridico) è risultato che abbiano copiato da Internet.

Ora io mi chiedo come prima cosa: si copia da Internet? o si fanno ricerche da cui si assume quanto di utile si possa trovare? Non è proprio Internet un moderno strumento di comunicazione e di diffusione di saperi? E poi è sicuro che altri non abbiano fatto la stessa cosa? Sono state passate in rassegna tutte le pagine di Internet che parlano dell'argomento? Quanti, magari più scaltri, più esperti possono aver fatto la stessa cosa utilizzando altre pagine senza essere scoperti. Ma poi prendere due righe (eventualmente) qua e là e comporre una relazione su un
argomento particolare, con un libro che fino all'ultimo non si trova, è davvero copiare? Si potrebbe, dunque, essere accusati di plagio? Mi consenta la franchezza: mi sembra tutto molto assurdo.

Non capisco sinceramente perché alla fine si sia scelto di penalizzare alcuni ragazzi per i quali (almeno io sono convinto) non si può dire che siano meno bravi degli altri.

ZZZ viene da un'esperienza difficile a WWW dove è stato/a finora e ha già accumulato un po' di
ritardo. Spero solo che questo fatto non la/lo penalizzi e soprattutto non lo/la scoraggi. Si sentiva dire che i ragazzi che non avessero recuperato i debiti avrebbero potuto avere delle conseguenze. Non so se questo è stato valutato fino in fondo. Mi auguro di cuore, non solo per ZZZ ovviamente, che non sia cosi e che possano recuperare con i tutor senza altri danni.

martedì 24 marzo 2009

Esami venduti, sequestrate 48 lauree Scandalo nell'università di Catanzaro

dal Corriere della Sera

CATANZARO - Ha portato al sequestro di 48 lauree in giurisprudenza l'inchiesta della procura di Catanzaro sui presunti esami venduti all'Università "Magna Grecia". I destinatari del provvedimento di sequestro, fra i quali figurano anche avvocati che esercitano la professione forense e praticanti, sono indagati a vario titolo di corruzione, falso in atto pubblico, falso per induzione, soppressione e distruzione di atti, esercizio abusivo della professione forense.

INCHIESTA INIZIATA NEL 2007 - Gli avvocati che esercitano la libera professione sono dieci e sono iscritti a diversi ordini della Calabria ed anche in Regioni del nord dell'Italia. Ci sono poi 25 praticanti avvocati mentre altre tredici persone svolgono una professione che non riguarda l'attività forense. La Procura di Catanzaro ha provveduto a segnalare agli ordini professionali i nomi di coloro che risultano indagati nell'inchiesta ed ai quali è stato sequestrato il titolo di studio. L'inchiesta, coordinata dai sostituti procuratori Salvatore Curcio e Paolo Petrolo, è iniziata nel 2007 ed ha portato già alla condanna a tre anni di reclusione per un funzionario dell'ateneo calabrese, Francesco Marcello, accusato di aver ricevuto somme di denaro in cambio della falsificazione dei libretti universitari. Nel settembre dell'anno scorso, inoltre, la Procura ha sequestrato altre tredici lauree che, dopo il patteggiamento degli indagati, sono state confiscate

sabato 21 febbraio 2009

Lux Interior (21 ottobre 1946 - 4 febbraio 2009)



ciao Lux. "Urgh! A Music War" è stato fondamentale, la vostra performance in particolare. Vi ho visto al Rolling Stone, eravate un po' bolliti, ma che tu saresti morto non me lo sarei mai aspettato!

sabato 31 gennaio 2009

predicare bene, razzolare meglio, please


Ho votato PD. C'è una cosa che mi piacerebbe tanto dire a Veltroni: "Hai, in campagna elettorale, predicato la necessità di promuovere il RISCHIO e la MOBILITA' nella società? Benissimo, sono completamente d'accordo. Ma vorrei vedere gli stessi principi applicati all'interno del PD."

Rischio: al prossimo congresso si presenti tutta la direzione dimissionaria, tutti i dirigenti accettino la sfida di competere con chiunque altro voglia prendere il loro posto. Si introducano le primarie sempre, a maggior ragione per il prossimo candidato premier.

Mobilità: nel PD deve avere la stessa probabilità di arrivare al vertice o in parlamento chi non ha alcun trascorso nel partito e chi ci sta già dentro. Questo è, pari pari, il concetto di perfetta mobilità sociale come lo si insegna a sociologia, economia, ecc.

venerdì 23 gennaio 2009

mercoledì 5 novembre 2008

Yes They Can


nessun commento, è una bella giornata

sabato 25 ottobre 2008

pop's not dead







Sarà un caso, ma di recente ho ascoltato una sequenza di belle canzoncine pop come non ne sentivo da tempo..le elenco qui: Cansei de Ser Sexy, Wombats, Fuck Dress (di cui si riesce a incorporare il video da YouTube), Beck (Gamma Ray) e Kaiser Chiefs (Never Miss a Beat) (di cui la loro simpatica casa discografica non dà il permesso..e poi dicono di non scaricare musica)

speriamo che non piove


"Speriamo che non piove": questa è la battuta esilarante di Berlusconi sulla manifestazione di oggi del PD. Il congiuntivo, naturalmente, è un optional. L'intento dell'azione di questi tempi del governo su scuola e università (istituzioni con mille problemi, è chiaro) è evidente: evitare che gli italiani si istruiscano troppo. Non si sa mai, potrebbero iniziare a scandalizzarsi se il loro premier non sa i congiuntivi (oltre che l'inglese, vedi il video)

domenica 7 settembre 2008

Emma Marcegaglia

Premio assegnato per avere dichiarato, dopo avere partecipato all'operazione Alitalia che prevede la sospensione della normativa antitrust: "la stella polare di Confindustria rimane assolutamente a favore della concorrenza e delle liberalizzazioni" (Repubblica, 7 settembre 2008). Che sia il caso di regalarle un telescopio nuovo?

sabato 6 settembre 2008

giovedì 4 settembre 2008

Life on other planets is difficult



Vedendo il video di presentazione di Chrome, il browser di Google, mi è venuto il dubbio se l'Italia sia sullo stesso pianeta degli Stati Uniti. Nel video si vedono i tecnici di Google che spiegano le caratteristiche del nuovo prodotto che, a occhio, potrebbe sbaragliare il campo. A parlare sono dei giovani, uno yankee, un indiano, un cinese, una donna, ecc, che descrivono gli ingredienti fondamentali del loro prodotto, le IDEE. Concludono spiegando la filosofia dell'Open Source, abbracciata nella costruzione di Chrome.

Nel frattempo qui l'operazione imrenditoriale del momento è Alitalia, che con una manovra degna dei peggiori governi democristiani viene "salvata" dai soliti attempati imprenditori (Colaninno padre) e/o manager (Passera) legati a doppio e triplo filo alla politica, in un tripudio di conflitti di interessi (Marcegaglia e Colaninno figlio). Nei tempi morti invece continuiamo a fare campagne indegne contro gli stranieri, mettendo di fatto nel calderone trafficanti di uomini, dottorandi e tecnici di altri paesi, che ovviamente ci pensano due o tre volte prima di venire in Italia, spesso decidendo di non venirci affatto. Infine, nel tempo rimasto, facciamo riformare scuola, università (dove si dovrebbero produrre le IDEE) e pubblica amministrazione a un avvocato di Brescia che ha passato l'esame di stato a Reggio Calabria o a un professore universitario che dice in giro di avere avuto chances per vincere il Nobel, ma non ha una pubblicazione su una rivista decente (provate a scrivere "Renato Brunetta" in scholar.google.com, Google, appunto).

sabato 28 giugno 2008

avvocati

Su Repubblica di oggi, c'è un articolo in cui si parla della volontà da parte dell'ordine degli avvocati di cancellare dall'albo 35.000 iscritti che, in apparenza, non svolgerebbero effettivamente la professione. C'è una tabellina che correda l'articolo che riporta, per un piccolo campione di paesi europei, i il numero di avvocati per 10.000 abitanti. Balzano all'occhio due cose: l'Italia ha il maggior numero di avvocati in Europa, all'aumentare del livello di sviluppo il numero di avvocati diminuisce. Nella figura riporto una semplice regressione tra il dato riportato da Repubblica e il GDP pro capite del 2007 (Eurostat, valore rispetto alla media UE-27 fissato a 100), escludendo l'Irlanda che è un outlier. La relazione è negativa in modo evidente. Il che può portare ad alcune considerazioni, anche alla luce di quello che sta succedendo in Italia in questo momento dove a tenere banco sono gli avvocati: Alfano, che fa il ministro della Giustizia, e i vari legali di Berlusconi, che trasformano le loro posizioni in ambito processuale in leggi dello stato.

Innanzitutto la relazione va interpretata come correlazione, ma rimane il fatto che, almeno per me, non è così ovvio che dove ci sono molti avvocati il paese debba essere anche poco sviluppato. Secondo me questo è un chiaro sintomo di come gli incentivi in Italia non sono allineati in modo da condurre alla crescita economica. Per farla breve, il fatto di avere tanti avvocati implica che abbiamo meno ingegneri, informatici, matematici, di quanti ne avremmo potuto avere. La professione dell'avvocato essenzialmente opera in senso redistributivo rispetto alle risorse esistenti, drenandole risorse verso la propria categoria o verso quelle per cui prestano servizi, piuttosto che contribuire ad aumentare la dimensione della torta. Al contrario, ingegneri, informatici, matematici, ecc. sono professioni maggiormente associabili al progresso tecnologico, motore della crescita della torta. Ciò probabilmente contribuisce a far sì che l'Italia sia ormai in fondo alla UE.

In Italia, dunque, apparentemente gli incentivi a diventare avvocato sono molto forti. Perchè? I motivi non sono forse molto misteriosi (al di là della rilevanza di fattori culturali tipo "avere il figlio avvocato"): i) la professione ha forti barriere all'entrata, a partire dall'esame di stato. I recenti tentativi di introdurre più concorrenza (abolizione delle tariffe minime, possibilità di farsi pubblicità) hanno incontrato resistenze fortissime. Questo rende attraente il settore, per coloro che riescono a entrare. ii) Il sistema legale, attualmente, è pesantemente sbilanciato a favore degli avvocati. La durata abnorme dei processi o la possibilità di ricorrere in Cassazione per un numero elevato di casi, garantisce loro impieghi di lunga durata. iii) il capitale umano, diciamo "tecnico-scientifico" non è ben remunerato; iv) le scuole superiori preparano male, soprattutto nelle materie matematico-scientifiche, il che rende poco attraente intraprendere certi tipi di studi universitari (lo dico da persona che insegna economia a Giurisprudenza e che ha a che fare quotidianamente con casi di fobia da matematica e affini).

Il punto è dunque se ci si possa attendere, in particolare dal governo attuale, una inversione di tendenza. Noi viviamo la situazione paradossale, citata sopra, in cui agli avvocati spetta un ruolo cruciale nelle questioni politiche, dando loro un grande palcoscenico. Questo contribuisce a favorire un circolo vizioso in cui, siccome ci si occupa delle faccende personali del Premier, si tolgono tempo, energie, spazi nei notiziari, alle questioni veramente importanti, come lo stato della ricerca, dell'innovazione, di tutto ciò che veramente servirebbe a risollevare le condizioni del paese. Il fatto che, in aggiunta, la categoria professionale degli avvocati sia tra quelle più rappresentate in Parlamento, sia a destra che a sinistra, rende la cosa ancor meno probabile.

giovedì 5 giugno 2008

Fuori gli italiani dall'Italia!


"Marocchina stuprata a Milano. Arrestato un trentenne italiano" (Repubblica)
"San Raffaele, arrestati due medici per truffa" (Corriere)
"La criminalità organizzata è responsabile di molti traffici compreso quello dei rifiuti tossici - afferma il capo dello Stato - e questi rifiuti insalubri in gran parte sono arrivati dal nord" (Repubblica)

"Basta! Non se ne può più! Sono dappertutto! Non siamo più sicuri!" Queste le frasi ricorrenti in Italia. Il paese si è improvvisamente scoperto vittima di una invasione, avvenuta in modo strisciante attraverso i secoli. C'è pieno di italiani! Un popolo barbaro, superstizioso, refrattario al cambiamento e al progresso tecnologico (meno della metà degli italiani sa usare internet). Un popolo che, ad esempio annovera tra i suoi modi di dire: "fidarsi è bene. Non fidarsi è meglio" oppure "mogli e buoi dei paesi tuoi", che ben sintetizzano il comune sentire. Un popolo che, malgrado le nefandezze di cui è capace, vedi i titoli di giornale sopra, va orgoglioso della propria cultura, che nei discorsi sull'economia del paese viene a volte indicata come "italianità". Ad ogni modo, il nuovo governo ha subito preso provvedimenti, e presto si troveranno le risorse per costruire le carceri pronte ad accogliere 50 milioni di persone.

domenica 20 aprile 2008

no, we can't

Il centrodestra ha vinto le elezioni. Era prevedibile, l'unico dubbio (e/o speranza) era che ne uscisse con una maggioranza ridotta al Senato. Non è successo. Ne sono seguite, e sono ancora in corso, discussioni sui motivi della vittoria e, soprattutto, della sua ampiezza. Prendendo spunto da alcuni episodi dell'ultima puntata di Annozero, provo a buttare giù qualche considerazione. L'episodio è stato da un lato Fuksas che diceva che in fondo gli italiani sono un popolo di ignoranti, e Di Pietro che ricordava la faccenda dell'assetto illegale delle telecomunicazioni in Italia, recentemente certificato dalla UE. Dopo questi spunti, la parte che rappresentava la destra (il giornalista Facci) ha detto: "Ma alla gente non importa nulla di Rete4, c'è il problema della sicurezza, degli immigrati, ecc.". Questa, che sicuramente è un'affermazione che contiene molta verità, presuppone però l'indipendenza delle "istanze" dei cittadini dall'assetto del sistema informativo italiano. Già in trasmissione Di Pietro gli ha risposto in questo senso. Vorrei provare ad articolare meglio questo punto, partendo proprio dai due temi che, apparentemente, hanno portato molti voti al centrodestra, in particolare alla Lega.
L'immigrazione/la sicurezza. Il problema, sembra, è che ci siano in giro troppi clandestini. Cosa determina l'essere clandestini? Ovviamente la legge, in particolare in due modi: i) per i criteri che stabilisce siano necessari per essere in regola; ii) attraverso i numeri di permessi che vengono rilasciati. Il precedente governo Berlusconi promosse la legge Bossi-Fini che fissò dei criteri e stabilì un certo numero di permessi, mi pare circa 200000. Tutti ricordiamo le file di immigrati che, come bestie, furono costretti a fare la coda davanti agli uffici postali. Le stime parlarono di 500000 persone in fila. Ora, se si stabiliscono dei criteri e si presentano 500000 persone, che mostrano la loro faccia e portano i loro documenti, questo vuol dire che in quel momento ci sono appunto 500000 persone potenzialmente in regola. Se però si concedono 200000 permessi, si creano 300000 clandestini. E' cioè la legge che, in teoria, dovrebbe servire a combattere la clandestinità, a crearne. E' evidente poi che la condizione di clandestinità favorisce la marginalità e la delinquenza. Quindi, tutto può fare la destra tranne che accusare altri di avere in qualche modo favorito la clandestinità e quindi la criminalità. Per inciso, il vituperato governo Prodi, nell'affrontare la questione dei permessi di soggiorno, aveva introdotto ad esempio la possibilità di svolgere le pratiche via internet, cosa che dovrebbe contribuire a rendere l'Italia un paese civile ma che, ovviamente, non ha fatto e non fa notizia. E con questo possiamo passare alla questione della informazione. E' inutile dilungarsi sul livello infimo dell'informazione in Italia, ma qualcosa si può sottolineare. Innanzitutto il conflitto di interessi. Berlusconi ha fatto a più riprese capire come lui tratta i giornalisti non servili, checché lui ne dica. A parte i casi più recenti di Santoro, Biagi e Luttazzi, basterebbe ricordare il caso di Indro Montanelli. Montanelli riferì, testuale, che Berlusconi, da proprietario de "Il Giornale", gli chiese esplicitamente di "mettere il suo giornale al servizio di Forza Italia" (allora partito nascente). Indro disse arrivederci. In queste condizioni, quale può essere l'effetto sugli incentivi di un giornalista in Italia di fare informazione non asservita? Ad esempio un giovane che vuole fare carriera? Detto questo, veniamo alla questione della sicurezza. Manganelli, il capo delle forze di polizia, durante un servizio in tv a capodanno, da una centrale operativa, affermò che i dati mostrano un calo di vari reati in Italia, ma si deve registrare un picco dell'allarme sociale rispetto a questi temi. Chi ne sarà mai responsabile? E' di oggi l'ennesima notizia di violenze sessuali ad opera di stranieri clandestini. Ma chi ricorda che la maggior parte di stupri avviene in famiglia? Se un rumeno investe dei passanti va in prima pagina per giorni. Ma se un rumeno viene travolto? Io ricordo almeno due casi recenti in cui ho visto trafiletti parlare di rumeni investiti, ma ovviamente nessun telegiornale ci ha aperto.
E allora smettiamo di pensare che l'assetto vergognoso dell'informazione in Italia non abbia niente a che fare con le "istanze" della gente. C'è una parte politica che fomenta le paure e che contribuisce a generare situazioni di emarginazione per poi passare all'incasso (di voti) al momento delle elezioni, e sarebbe ora che almeno al nord qualcuno cominciasse ad accorgersene. Questo è reso possibile dal fatto che abbiamo un'informazione che non fa, che non può fare, il suo mestiere. Dicono che il centrosinistra ha pagato le "malefatte" del governo Prodi. Forse, dopo cinque anni di centrodestra eravamo in paradiso e, in soli due anni, il terribile Prodi ci ha portato all'inferno? I giornali esteri liquidano i cinque anni di Berlusconi in due righe: anni in cui Berlusconi ha fatto leggi per sè e nulla per il paese. Da noi una cosa del genere così lampante non si potrebbe nemmeno discutere. Sarebbe un'opinione faziosa, stalinista, ecc. Quando Berlusconi è andato da Mentana, dopo Veltroni, ha detto tra le altre cose, che non è vero che Mangano aveva condanne. Invece ne aveva tre prima di morire, ma Mentana non lo ha corretto. Poi ha detto che Prodi gli ha lasciato un rapporto debito/PIL del 104%, ma Mentana si è ben guardato di fargli notare che con lui al governo il rapporto era salito al 106%. Quindi, questa è la situazione. Al netto di tutte le colpe del centrosinistra, passato e presente, è chiaro che questo continua ad essere un paese in cui il confonto democratico non si può svolgere in modo normale, e negli anni a venire le cose non potranno che peggiorare.
Siamo minoranza, abituiamoci a non farcene una ragione.

domenica 13 aprile 2008

ho votato

Ho votato. Ho votato PD alla Camera, al Senato, e alla Regione. Provo a spiegare il perché.
Alle politiche: perché penso che, di gran lunga rispetto al PDL, al PD abbiano presente cosa fare per rimettere in sesto il paese. Dal lato del PD ho sentito parlare di mobilità sociale, di rischio, di formazione professionale nell'arco della vita lavorativa, di tassazione speciale per incentivare il lavoro femminile, di certezza del diritto, di rifiuto dei voti della criminalità, di rispetto delle istituzioni. Tutte cose di cui credo l'Italia abbia gran bisogno. Avrei voluto sentire parlare più esplicitamente di unioni civili, di fecondazione assistita, di diritti degli omosessuali. Di questo si è parlato più chiaramente in SA e tra i socialisti, ma in entrambi i casi all'interno di un quadro sconsolante (dalla riabilitazione della scala mobile alla riabilitazione di De Michelis). Quindi, se c'è una speranza che qualcosa cambi in questo paese, questa risiede nel PD.
Alle regionali: beh, in Sicilia è facile. La pubblica amministrazione è uno dei principali responsabili del sottosviluppo dell'isola. Votare Lombardo vuol dire esprimere soddisfazione per le condizioni attuali: uno stuolo infinito di persone che si abbeverano alla mammella pubblica (ahi questi liberisti di destra!), e l'ultimo posto in tutte le graduatorie di qualità della vita (anche se, come ho sentito dire di recente a Bondi in tv, in fondo in Sicilia le cose non vanno così male, di recente ci sono stati dei risultati eccezionali, in cosa non si è capito).

venerdì 11 aprile 2008

Vota Anna

giovedì 3 aprile 2008

Bari, esami venduti all'università. Sei arresti, c'è anche un professore

Sei persone arrestate. Un giro di affari bloccato. Scenario l'università di Bari. I carabinieri del reparto operativo hanno così chiuso 'Esamopoli', l'inchiesta legata a un vorticoso giro d'affari (circa 50.000 euro in soli otto mesi) per la compravendita di esami e di tesi di laurea nella facoltà di Economia dell'ateneo pugliese. Quella stessa facoltà in cui già nel 2006 era emerso uno scandalo dello stesso genere.

Le misure restrittive riguardano un docente ordinario di matematica per l'economia dimessosi dopo l'avvio dell'inchiesta, un suo assistente, il capo segreteria di un dipartimento, un funzionario a riposo e due addetti alle aule. A tutti vengono contestati reati quali l'associazione per delinquere finalizzata alla concussione, corruzione, falso, rivelazione del segreto d'ufficio.

I carabinieri hanno scoperto che per la vendita degli esami c'era un vero e proprio tariffario. Si passava dai 700 euro per quelli più facili, a più di 3.000 per quelli difficili. Le vittime erano studenti italiani fuori sede e greci, cioè coloro che incontravano maggiori difficoltà nel sostenere le prove.

L'esame di matematica, tanto per fare un esempio, si passava con un trucco. Bisognava frequentare un ciclo di lezioni private a pagamento nell'istituto
Mediterraneo delle Scienze, presieduto dall'assistente del docente. Si pagavano 3.500 euro e il gioco era fatto. Inoltre, agli studenti venivano fornite tesi di laurea già fatte, sottratte dagli archivi della facoltà di Economia. Le tesi venivano scannerizzate, veniva rifatta la copertina ed erano pronte per l'uso.

Dall'inchiesta emerge che uno studente ha sborsato 15 mila euro per superare una serie di esami anche perché - ha spiegato lui stesso ai militari - "chi accettava di pagare la prima volta cadeva nella spirale del malaffare e doveva pagare sempre, fino a quando decideva l'organizzazione".